15/07/2026| 1793 articoli presenti
 

Tra Vico e Ischitella
500 ettari andati in fumo

Tra Vico e Ischitella
500 ettari andati in fumo

VICO – ISCHITELLA Nell'aria c'è ancora il tanfo dell'incendio, quell'odore di alberi bruciati, di terra ustionata in profondità che gli incendi si portano sempre appresso per settimane.

   Il bilancio dei 500 ettari bruciati tra agrumeti, pini d'Aleppo e splendida macchia mediterranea, nelle vallate di Mannarella e in quelle laterali, ai confini tra i territori di Vico del Gargano e Ischitella, è l'ultimo attentato dei terroristi del fuoco.

   “C'erano quattro fuochi di fiamme” hanno dichiarato i sindaci dei due paesi che hanno dovuto evacuare una cinquantina di persone nelle abitazioni più a rischio, con le abitazioni vicinissime alle zone interessate dai roghi.

   Loro almeno la decenza l'hanno salvata. Non hanno fatto come altri sindaci del Gargano, con quelli di Vieste in prima fila, che sino all'altro ieri parlavano di combustione spontanea o di fuochi dimenticati accesi da turisti distratti. Nossignore. L'incendio appiccato lunedì, con le raffiche che soffiavano a 70-80 all'ora e da mare verso terra, è stato innescato di proposito.

  La mobilitazione di Arif, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Giacche Verdi e altri volontari – tra cui i viestani dell' associazione di Protezione Civile Pegaso che si sono avvicendati su più turni e per più giorni – sono riusciti a contenere i danni. Onestamente: hanno fatto l'impossibile per salvare il possibile di quei boschi, fonte di vita e ossigeno per le nostre popolazioni.

    Il danno resta.

  Gli schiumogeni ritardati, lanciato in gran copia con i Canadair e i Fire Boss utilizzati per gli spegnimenti dall'aria renderanno sterile per mesi il terreno, rendendo difficile il rigoglio vegetativo. Dovremo aspettare anni prima di rivedere di nuovo la macchia che c'era prima. E gli agricoltori che curavano limoni e aranci come persone di famiglia, nell'oasi agrumaria più settentrionale d'Italia e con specie Igp, dovranno ricominciare da capo.


  Chi se la sentirà? Quanti andranno con i soldi in mano e compreranno per pochi euro quelle terre sulle colline. Ora vedremo cosa faranno i sindaci. Se faranno rispettare il vincolo di inedificabilità che scatta automaticamente nelle zone percorse dal fuoco.

  Per quest'anno quelle colline sono sterili e cupe  come le terre colpite dagli uragani. Ma questo era di fuoco.

   Come sempre i terroristi per appiccare il fuoco hanno aspettato che il vento arrivasse alla massima potenza.

    E' questo uno dei punti deboli del sistema di reazione. Non è possibile organizzare ronde, pattugliamenti e vigilanza nei giorni a rischio come se fossero uguali agli altri.

  Gli incendi scattano solo con il vento forte: in questi giorni va triplicato il personale attivo, giorno e notte. Magari per poi risparmiarlo negli altrri giorni.


15 luglio 2021