VIESTE - Per i viestani quella di oggi è stata una brutta giornata con il cielo grigio e il vento. Ma niente ha potuto fermare la buona organizzazione della festa del compatrono e la folla ha seguito con il bavero alzato e i cappelli in testa la lunga sfilata alla quale hanno partecipato anche le autorità cittadine.








Il Santo portato a spalla è stato accolto dalle preghiere in chiesa e dalla celebrazione effettuata dal vescovo, mons. Castoro, assieme al clero del paese. I fedeli hanno ripetuto le preghiere che da secoli si tramandano a fianco della celebrazione liturgica vera e propria. Qualche anziana donna, con molti anni sulle spalle, ha ripetuto a fior di labbra le antiche invocazioni in dialetto viestano che sono in pochissimi a ricordare.
Del resto la Festa di San Giorgio è antichissima, e affonda le sue radici all'epoca della dominazione bizantina. Non è un caso che anche per i cristiani ortodossi, ad Atene come a Mosca, San Giorgio sia una delle figure religiose di prima grandezza.
Ma i fedeli che si sono riversati nelle strade non pensavano alla storia quanto al presente.
La festa di S. Giorgio infatti dopo la Pasqua è un poco, anche, l'apertura con i suoi riti della stagione del turismo.
Inutile dire che anche il momento della festa laica, con la Sagra della Frittata, si è imposta all'attenzione del pubblico con un grande successo di folla.
Grande attesa per il concerto di Nino D'Angelo tra un'ora o poco più in attesa del gran finale notturno con i fuochi d'artificio.













