16/08/2026| 1793 articoli presenti
 

Rodi, l'appello
di don Michele
per Pasqua
"Basta con false
promesse
e con il pizzo"

Rodi, l'appello
di don Michele
per Pasqua

Pasqua come occasione di riflessione collettiva, aperta anche ai più disattenti alla dimensione religiosa. Può essere letto in questa chiave 
l'omelia pasquale del sacerdote viestano Michele Pio Cardone, parroco di Rodi Garganico, che nella sua inclinazione all'uso della comunicazione pubblica manifesta un carisma da sacerdote Paolino.

  Ecco comunque i passaggi fondamentali di ciò che dice per la Pasqua di quest'anno.

  "Stasera - dice - non parlo del Crocifisso e del suo dolore, ma voglio parlare a Lui, davanti a voi e anche a nome vostro.Signore Gesù, tu hai detto: «Oggi sarai con me in paradiso» (Lc 23,43). 

  Mi piace pensare che tu rivolgi a noi queste parole per richiamarci a ridare a Rodi Garganico l??antica fama di ??più bella città dei mortali?.    Ci chiami a rendere Rodi Garganico la nostra città segno della Città Santa, della Nuova Gerusalemme (cfr. Ap 21, 1-27), non solo per le sue bellezze architettoniche, ma perchè agli afflitti viene reso il servizio della consolazione e quello della astersione delle lacrime (cfr. Is 25, 8; Ap 21, 4), perchè i concittadini si offrono amicizia, perchè l??indifferenza è rifiutata da tutti. 
Aiutaci a credere che sia vero ciò che afferma Papa Francesco: "Non possiamo abituarci alle situazioni di degrado e di miseria che ci circondano. Un cristiano deve reagire." 
   Il Paradiso, se vogliamo, può essere già tra noi. Tocca a noi costruirlo e scoprirlo. .... Ora Signore non posso fare a meno di parlarTi del tuo: «Ecco tua madre! Ecco tuo figlio » (Gv 19, 27). Ti voglio ricordare i Figli e i mariti che partivano e che partono ancora, spose e madri che piombano e sprofondano nella più tristi delle desolazioni. Per ogni madre i figli sono figli e nessuna vuole che il proprio figlio si allontani, viva e si senta straniero o clandestino.
 Tu, Gesù, hai affidato tua Madre a Giovanni e agli amici più cari, io stasera affido a te i giovani, i figli, assieme alle madri, le nostre madri Signore. Il tuo grido mi assorda: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». ? lo stesso grido dei poveri della città. Gesù, mi sento così impotente nei confronti di chi ha perso il lavoro di chi in lacrime mi racconta la sua storia . 
   Lo stesso sentimento provo per tanti giovani splendidi .Molti di loro, la sai, sono giovani scartati dalla scaltrezza di molti mediocri ... Io parroco, dico loro di sperare, di non arrendersi, di lottare ma sono stanchi di aspettare Certo Signore, per tua grazia, non mancano i 
giusti e gli onesti ? Ma anche nelle nostre terre ci sono i venditori di promesse che mai vengono mantenute; anche qui c??è chi taglieggia chiedendo il pizzo; anche qui c??è chi spaccia e delinque; chi usa la violenza per trarne profitto. 
Anche tra i nostri adolescenti e non solo si afferma la moda del branco e si diffonde il malcostume del non rispetto per il debole. Aiutaci, Signore, a capire che vivere è anche altro.
   Facciamo nostro l??invito di Papa Francesco: "Rinunciamo a Satana e a tutte le sue opere e seduzioni - perché lui è un seduttore - per camminare sui sentieri di Dio e giungere alla Pasqua nella gioia dello Spirito."

Fino alla fine ci hai insegnato che non c??è spazio per la neutralità. Che con te non si può giocare al ribasso. Fino alla fine ci hai insegnato che un mondo migliore è possibile e che è venuta l??ora di farlo. E allora facci capire che bisogna muoversi perché la Pasqua, è movimento; è vita; è danza di Dio con gli uomini e per gli uomini; è fuoco che arde anche nel nostro cuore; è luce che dilegua le tenebre della morte e si apre ai tepori primaverili della pace. 

Aprici il cuore e donaci forza. Facci capire che è ora di muoversi perché laddove arrivi tu c??è sempre vita vera; perché Tu, il Cristo crocifisso e risorto, sei la nostra gioia e vuoi la nostra gioia ? 

   Il mondo nuovo incomincia se ognuno comincia a divenire un «uomo nuovo». Papa Francesco spesso ci ricorda che :"Non basta dire di essere cristiani, bisogna vivere la fede, non solo con le parole ma con le opere." Signore dacci il coraggio di fare ognuno la propria parte per non schierarci o non essere schierati dalla parte di Giuda".