16/08/2026| 1793 articoli presenti
 

Cariglia, zio e nipote
in manette
per truffa
Assegni fasulli
per i bovini
nascosti
alle Mezzane

Cariglia, zio e nipote 
in manette
per truffa
Assegni fasulli
per i bovini
nascosti
alle Mezzane

VIESTE - Associazione a delinquere finalizzata alla truffa falsificando assegni per comprare bovini che poi nascondevano alla Palude Mezzane in attesa di trovare un compratore.

I carabinieri di Vieste sono partiti dopo le indagini di due delle vittime di Giuseppe e Gennaro Cariglia, zio e nipote, rispettivamente di 58 e 37 anni,  che hanno raccontato ai militari per filo e per segno il raggiro in cui erano caduti. La compravendita di mucche, saldata con assegni taroccati in provincia di Rieti e in provincia di Chieti , ha fruttato ai due quasi 50 mila euro ma che non sono mai riusciti a trasformare in contanti per le loro tasche.

Grazie alle segnalazioni alle forze dell'ordine i titoli di pagamento fasulli sono stati bloccati e comunque gli animali sono stati tutti recuperati e restituiti ai proprietari. 

Ma andiamo con ordine visto che assieme ai due viestani oggi in carcere a Foggia è finito ai domiciliari anche il trasportatore, Giovanni Maura, 53 anni, originario di Monterotondo; quest'ultimo non è dietro le sbarre di un penitenziario ma è agli arresti domiciliari per aver trasportato, d'accordo nel raggiro con i Cariglia, gli animali alla Palude Mezzane.

Sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione, falso materiale in titoli di credito e sostituzione di persona.

Come avveniva materialmente il trucco dell'assegno clonato?
In estrema sintesi si può dire che i Cariglia, entrati magari in possesso dei dati fiscali delle loro vittime in occasione magari di un piccolo acquisto, sostituivano i dati fiscali e societari e passavano all'incasso.

Per questo si cerca di chiarire il ruolo di un altro viestano, di cui non sono state fornite le generalità, che aveva avuto contatti con le Poste di Vieste in alcune transazioni che facevano capo ai due Cariglia.

"Il titolare di un'azienda agricola zootecnica di Accumoli (RI), denunciava di aver subito  una truffa a seguito della vendita di capi di bestiame per un valore di 37 mila euro - spiegano in una nota i militari - Tre persone, che si erano presentate come soci di una ditta agricola 
di Benevento, avevano acquistato 30 capi di bestiame pagando 
con un assegno circolare risultato ??bloccato?.L'indagine dei carabinieri a Vieste permetteva di ritrovare nella ??Palude Mezzane?, in un recinto dell??azienda condotta da Gennaro Cariglia, il bestiame. Verificato il sistema di registrazione ??auricolare? dei bovini, si riconoscevano gli animali rubati e li si restituiva ai legittimi proprietari".

Inutile dire che le foto dei due Cariglia, già noti per operazioni simili, sono state mostrate al truffato e di qui è scattata la denuncia a colpo sicuro con il riconoscimento. 

"Padre e figlio - continua la nota - avevano materialmente ??clonato?  un assegno bancario di traenza, facente parte di un carnet di assegni 
denunciato smarrito e riconducibile ad un conto corrente aperto presso la banca Unicredit di Vieste, trasformandolo, in un assegno circolare emesso dal citato istituto di credito in favore di un??azienda agricola sita nel comune di Circello (BN), di cui i due indagati, al momento dell??acquisto del bestiame, avevano falsamente affermato di essere i titolari. Le perquisizioni effettuate presso le abitazioni e le aziende agricole dei Cariglia permetteva di trovare documentazione di precedenti acquisti di animali tra i due e l??azienda agricola beneventana.

I due indagati, essendo a conoscenza del codice aziendale e della partita IVA di quell??azienda, li utilizzavano al momento dell??acquisto del bestiame, facendoli apporre sulla fattura di vendita, fingendosi i titolari.
Ulteriori accertamenti consentivano di smascherare un??altra truffa posta in essere dai tre indagati nel mese di febbraio 2012, ai danni di un??azienda agricola di Città della Pieve (PG) dove, seguendo un copione collaudato, si presentavano come titolari di un??azienda di Torino di Sangro (CH), acquistando 23 capi di bestiame, per un importo di 22 mila euro, che pagavano con tre assegni circolari postali risultati successivamente non esigibili, in quanto clonati.
 
I tre titoli di credito erano stati emessi dall??ufficio postale di Vieste nel mese di gennaio 2012 in favore dell??azienda agricola di Città della Pieve, su richiesta di un correntista viestano, anch??egli indagato nello stesso procedimento penale, che nello stesso giorno dell??emissione ne chiedeva il rimborso, permettendo in tale lasso di tempo di clonare i tre assegni.

In passato i CARIGLIA avevano avuto rapporti commerciali anche con l??azienda agricola di Torino di Sangro, ed anche di quella al momento della truffa si erano finti titolari utilizzandone codici 
aziendali e fornendo il timbro dell??azienda apposto sulle fatture emesse dalla vittima. Le indagini hanno dimostrato l??esistenza di un vincolo associativo tra i tre indagati, desunto dalla continuità e dalla frequenza dei rapporti tra gli stessi, dalla disponibilità di mezzi finanziari, dalla natura dei delitti programmati, realizzati secondo le medesime  modalità esecutive. I due Cariglia, zio e nipote, ricoprono posizioni di vertice come promotori e organizzatori della stessa; erano loro a individuare le ditte da frodare ed erano loro a mantenere i contatti con le stesse, fingendosi titolari di aziende zootecniche realmente esistenti, conducendo le trattative e concludendo gli affari, potendo contare, nella perpetrazione delle truffe, oltre che sull??esperienza derivante dall??essere allevatori e commercianti di bestiame, anche sulla disponibilità, in tale veste, di 
documenti e dati identificativi delle ditte di cui si fingevano rappresentanti". 

Vieste, 14 maggio 2013