FOGGIA - Come i si allargano i cerchi in acqua quando si butta un sasso in mare, così l'inchiesta sull'omicidio di Giosuè Rizzi (il vecchio capo della mala foggiana freddato in un agguato nel capoluogo il 10 gennaio 2012), ha portato alla luce anche l'autore di un altro omicidio.
Uno dei luogotenenti del "papa" - questo il soprannome del capoclan - avrebbe ucciso l'amico di vecchia data perché si era vantato di avere avuto una relazione con l'amante dello stesso Rizzi.
Si tratta di Mario Piscopia che, secondo l'accusa, l'8 ottobre 2011 invitò Michele Bruno, di 31 anni, a trascorrere il sabato sera a Foggia. I due, assieme ad altri amici, andarono in giro per locali, si
divertirono, bevvero birra e alcolici.
Rimasti soli in auto, Piscopia estrasse una pistola calibro 7,65 e sparò quattro colpi contro l'amico, uccidendolo. Il cadavere fu trovato in una Lancia Delta dopo una telefonata al 113.
A Piscopia, 33 anni, era già detenuto per un'inchiesta relativa ad estorsioni che il suo clan metteva in atto prima e dopo la scarcerazione del "papa" (che tra l'altro fu protagonista della strage al circolo "Bacardi", che consacrò nel Foggiano lo sbarco e la supremazia dei camorristi napoletani). Oggi dunque gli è stata notificata oggi, quasi due anni dopo i fatti, un'ordinanza
di custodia cautelare per l'omicidio.
Fondamentali sono stati riscontri con le impronte digitali che secondo gli inquirenti sono state trovate sulla maniglia della Lancia Delta in cui è stato commesso il delitto: nell'indagine combaciano alla perfezione con quelle dell'assassino.
Secondo la Polizia, il movente del delitto è proprio da ricercare nel comportamento spavaldo e strafottente tenuto da Bruno nei confronti di Rizzi. Bruno, infatti, si sarebbe vantato in più occasioni di
aver intrattenuto una relazione sentimentale con quella che era
l'amante dell'allora boss Rizzi, durante l'ultimo periodo di
detenzione del capoclan. Circostanza questa che la donna,
ascoltata dalla polizia, ha sempre negato, cos come ha escluso
il flirt con Bruno.
"Piscopia, legato al clan Moretti-Pellegrino - ha dichiarato
il procuratore aggiunto di Foggia, Giuseppe Murano - è stato
raggiunto da una misura di custodia cautelare in carcere, mentre
era già detenuto per il tentato omicidio di Carlo Briglia e per
numerose estorsioni compiute in concorso con Rizzi e altri".





