RODI GARGANICO – Un altro cadavere in mare, questa volta al largo delle nostre coste, che riporta davanti alle nostre porte di casa l'emergenza dei profughi.
Che si tratti di un immigrato buttato giù da un gommone di disperati o caduto durante un'operazione clandestina? Tutte le ipotesi sono aperte dopo il ritrovamento giovedì mattina, 10 novembre, di un corpo che galleggiava senza vita in acqua a poca distanza da Rodi Garganico.
L'allarme è arrivato alle 09.30 alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Vieste attraverso una chiamata via radio da parte di un peschereccio nelle acque a nord del porto di Rodi. Subito veniva disposta l’uscita in mare della Motovedetta CP543 dal porto rodiano. In pochi minuti è riuscita ad individuare a circa 5 miglia dalla costa il cadavere di un uomo, dalla corporatura robusta, carnagione chiara e con un’età apparente tra i 40 ed i 50 anni.
Al momento non sono stati rilevati indizi utili che possano far risalire all’identità della persona recuperata, sulla quale sono stati già disposti dalla Procura della Repubblica di Foggia più approfonditi esami medico-legali.
Un profugo dall'Est? Un regolamento di conti tra malavitosi? O il gesto esttremo di chi ha deciso di farla finita con la vita? Tutte ipotesi ora al vaglio degli inquirenti.





