VIESTE -- Il faro di Vieste spento? E chi se lo ricordava mai? E per un periodo così lungo?
Eppure ciò che non hanno potuto le guerre lo hanno fatto i fulmini che nella notte di domenica hanno mandato fuori uso l'apparecchiatura di uno dei fari più importanti d'Italia, quello situato nel punto più orientale della terraferma su cui sventola il Tricolore.
Il guaio è che nell'immediato nessuno se n'è accorto nè poteva intervenire. Il farista in servizio a Vieste infatti si era assentato per un periodo di vacanza e il caso ha voluto che una burrasca, anzi un fortunale vero e proprio con lampi e fulmini, abbia colpito anche il nostro paese. Il risultato?
E' partito il differenziale che serve a garantire la continuità anche in caso d'interruione momentanea di elettricità.
La mattina successiva la Capitaneria di Porto di Vieste ha avvisato immediatamente il vacanza in licenza in famiglia. Quest'ultimo è rientrato precipitosamente a Vieste e ha rimesso in funzione l'impianto in poco tempo, grazie alla sua esperienza.
Così la sentinella del mare è tornata in funzione la sera stessa, rimettendo con il cuore in pace tutti.
In effetti i fari sono strutture che devono risultare indistruttibili secondo il Codice della Navigazione. Provate voi a immaginarvi in barca al largo della costa in mezzo alla bufera: che fate se siete nei pastici e il Gps non funziona? Non resta che affidarsi ai sistemi collaudati nei secoli. In assenza di stelle per il cielo in burrasca non resta che la luce dei fari, puntini a luce intermittente nel buio della notte: ognuno di loro ha una sua frequenza di luce che li rende simili ai segnali di punti e linee dei vecchi telegrafi, per far capire a chi naviga vicino a dove si trova.
Ecco perchè l'interruzione è stata micidiale. Ma solo per il povero farista che è dovuto tornare indietro immediatamente; per fortuna nessuna conseguenza sulle poche imbarcazioni tra le onde.
(Qui sotto la foto del faro spento di notte)
14 settembre 2016
Eppure ciò che non hanno potuto le guerre lo hanno fatto i fulmini che nella notte di domenica hanno mandato fuori uso l'apparecchiatura di uno dei fari più importanti d'Italia, quello situato nel punto più orientale della terraferma su cui sventola il Tricolore.
Il guaio è che nell'immediato nessuno se n'è accorto nè poteva intervenire. Il farista in servizio a Vieste infatti si era assentato per un periodo di vacanza e il caso ha voluto che una burrasca, anzi un fortunale vero e proprio con lampi e fulmini, abbia colpito anche il nostro paese. Il risultato?
E' partito il differenziale che serve a garantire la continuità anche in caso d'interruione momentanea di elettricità.
La mattina successiva la Capitaneria di Porto di Vieste ha avvisato immediatamente il vacanza in licenza in famiglia. Quest'ultimo è rientrato precipitosamente a Vieste e ha rimesso in funzione l'impianto in poco tempo, grazie alla sua esperienza.
Così la sentinella del mare è tornata in funzione la sera stessa, rimettendo con il cuore in pace tutti.
In effetti i fari sono strutture che devono risultare indistruttibili secondo il Codice della Navigazione. Provate voi a immaginarvi in barca al largo della costa in mezzo alla bufera: che fate se siete nei pastici e il Gps non funziona? Non resta che affidarsi ai sistemi collaudati nei secoli. In assenza di stelle per il cielo in burrasca non resta che la luce dei fari, puntini a luce intermittente nel buio della notte: ognuno di loro ha una sua frequenza di luce che li rende simili ai segnali di punti e linee dei vecchi telegrafi, per far capire a chi naviga vicino a dove si trova.
Ecco perchè l'interruzione è stata micidiale. Ma solo per il povero farista che è dovuto tornare indietro immediatamente; per fortuna nessuna conseguenza sulle poche imbarcazioni tra le onde.
(Qui sotto la foto del faro spento di notte)
14 settembre 2016





