VIESTE - "Quel giorno c'ero anch'io, ti ricordi?" E' stata questa una delle frasi più ricorrenti tra le centinaia di viestani che hanno voluto abbracciare padre Renzo Prencipe domenica sera, al termine della messa.
Lui, in occasione dei venticinque anni dall'ordinazione sacerdotale, ha voluto tornare in paese per festeggiare assieme ad amici e parenti, la ricorrenza del giorno di una consacrazione che molti ancora ricordano. La piccola sala di culto, in attesa che dopo più di dieci anni torni ad essere agibile la chiesa lì a fianco, era gremita di persone.
Un affetto tangibile per il figliol prodigo, verrebbe da dire, se non fosse per il fatto che padre Renzo, come lo chiamano tutti in paese, non si è mai allontanato con il cuore da Vieste.
Da ragazzo ha frequentato a Manfredonia il seminario degli Scalabriniano, un ordine religioso che ha poco più di una secolo di vita che ha fatto dell'assistenza agli emigranti la propria missione principale. Poteva dunque un viestano, con questa formazione religiosa, non prestare assistenza agli italiani all'estero?
Così è stato, anche se negli ultimi anni, poco prima di rientrare alcuni mesi fa nella sua amata Parigi dove ha vissuto per molto tempo, ha lavorato a Roma, nella sede centrale degli Scalabriniani. Nella capitale ha avuto modo di mettere in luce le sue qualità umane e infatti sono venuti a Vieste per stargli vicino in questi giorni di festa anche amici romani, che hanno affiancato i sacerdoti del seminario e degli anni giovanili che ha ritrovato per l'occasione.
Nell'omelia padre Renzo ha ricordato il suo percorso spirituale e anche il padre e il fratello scomparsi, in un grande abbraccio in cui ha accomunato anche la madre e la sorella che vivono a Vieste.
Una sorta, se ci è permesso dirlo, di "Itinerarium mentis ad Deum", un cammino di avvicinamento a Dio attraverso la fede e le opere, come facevano i monaci medioevali e i teologi dei secoli passati. Ognuno, sembrava dire padre renzo, ha il suo itinerario. Non a caso, salutando tutti, ha detto alla fine "Buona strada". Un augurio e un auspicio, ricambiato dai presenti.
In questi anni non è mancato a molti appuntamenti della comunità cristiana, dalla festa della Madonna di Merino - sotto il cui segno ha aperto la sua vita di sacerdote - ai matrimoni degli amici più stretti.
Ora è di ritorno a Parigi, dove continuerà il suo lavoro come responsabile degli Scalabriniani per Francia e Belgio.





