20/10/2017| 1655 articoli presenti
 

Natale, una storia toccante con i nostri auguri a tutti i viestani vicini e lontani

Natale, una storia toccante con i nostri auguri a tutti i viestani vicini e lontani

Scusateci, per una volta lasciamo nell'attaccapanni di casa il cappotto e la giacca; quella che ci mettiamo sempre quando parliamo di fatti che riguardano gli altri.
 
Stavolta ci rivolgiamo a voi che ci leggete, tra le pentole che mandano i profumi della cena della vigilia o del pranzo di Natale.
 
Oppure alle prese con gli ultimi regalini da incartare, gli inviti dell'ultimo minuto, le speranze di arrivare per tempo nel paese che ci accomuna, magari solo per pochi giorni, per ritrovare i parenti.
Bene, se riuscite a fare una passeggiata tra il Pizzomunno e la Punta di S.Francesco, ricordatevi di questa storia che ci ha raccontato un nostro lettore. Sembra una favola di Natale eppure è tutto vero; non vi diremo solo il nome del diretto interessato perchè lui, anche se non va a messa tutte le domeniche, mette in pratica il precetto evangelico della carità cristiana: "La destra non sappia quello che fa la sinistra".
 
Nessun riferimento alla politica, ovviamente, ma solo il buon consiglio di aiutare gli altri con discrezione, nel silenzio, con un abbraccio di condivisione.
 
Non sappiamo in questo momento dove vi trovate, al momento in cui accendete lo schermo e ci cercate nel mare di internet. Sappiano che avete sfiorato le due migliaia, al giorno, e che continuate a cercarci e ad esplorare il sito anche nell'archivio passato. Molti ci leggono dall'estero e a loro va il nostro pensiero più affettuoso perchè sappiamo che per chi è più distante la lontananza porta ancora più malinconia.
 
Per questo scegliamo di raccontarvi una storia che scalda il cuore e ci rende più ottimisti e orgogliosi delle nostre radici. A dispetto dei fatti vergognosi o tragici che abbiamo sotto gli occhi, anche nell'estrema punta del Gargano c'è chi continua a operare per il bene, ogni giorno, tutti i giorni, senza cercare riconoscimenti da chi guida o ha guidato la città.
 
Un grazie di cuore, perchè i ringraziamenti non bastano mai a persone come queste.
 
In una strada che porta verso la parte antica della città vive una persona sola ma che non è affatto sola. Negli ultimi giorni la sua casa è stata meta di un pellegrinaggio pacifico e continuo, di amici e parenti che arrivavano con le mani ingombre di buone cose da mangiare.
 
Non sono i Re Magi: solo che sono felicemente rassegnati al fatto che tutto ciò che portano verrà diviso. Al termine di una scalinata ripida e 'di punta' si apre la piccola porta dove si affaccia una persona sorridente, non troppo anziana, che regala un sorriso e un mostacciolo a chiunque arriva. Li elogia per la fatica e mette da parte le pentole col sugo (poche), i vassoi con 'n'drucc'l e cupp'tijdd (decisamente più numerosi).
 
In camera da letto tiene i dolci, dove troneggiano i c'lustr, nobili e lucidi nella loro austerità prima di finire sgranocchiati a rametti, pezzetti oppure divorati dai più canaruti.
 
Bene, la persona di cui parliamo (non possiamo dirvi neppure se è maschio o femmina e neppure in quale quartiere abita, sennò si vergognerebbe) toccherà poco o nulla di tutto questo.
 
Già dai giorni dopo l'8 dicembre ha cominciato a chiedere aiuto e compagnia per Natale a tutti quelli che sono rimasti soli e che, per casi di famiglia, lo resteranno anche nei giorni riservati alla famiglia. Vedove coi figli lontani, persone che a fatica escono di casa, sbandati che si vergognano di far pace con la famiglia o derelitti che campano alla giornata.
 
Anche quest'anno accompagnare uno ad uno i suoi ospiti alla porta con la solita frase che altre volte gli hanno sentito: "Per fortuna che siete venuti, altrimenti senza di voi sarei rimasto solo".
 
E la sua 'bugia di Natale', più delicata di tanti film zuccherosi sulle buone azioni da fare il 25 dicembre. Quando ci congeda ha gli occhi che luccicano: "Sono piccole bugie a fin di bene - dice cercando le parole in italiano, perchè è rimasto tra i pochi che pensano, e quindi parlano, in viestano in ogni istante della giornata - Vorrei fare di più ma le gambe non mi reggono più come una volta".
 
Auguri a tutti voi che ci avete accompagnato fin qua.