12/07/2020| 1769 articoli presenti
 

Pd, dopo gli scontri e le urla continua la rissa su internet per il voto impedito nella sezione viestana

Pd, dopo gli scontri e le urla continua la rissa su internet per il voto impedito nella sezione viestana

VIESTE - Com'era prevedibile le liti esplose nella sezione del Pd tra chi voleva votare e chi invece non lo ha permesso sono continuate anche oggi. Sia Annamaria Giuffreda su Facebook, senza contradditorio, che altri esponenti del Pd hanno attaccato a testa bassa i colpevoli del dissenso interno.

Come si ricorderà ieri pomeriggio vari esponenti della Uil viestana accompagnati da altre persone che volevano iscriversi per votare per i due candidati alla segreteria provinciale, si sono recate nella sezione di via Barbacane. Forti di ciò che è scritto nel regolamento interno hanno chiesto di iscriversi immediatamente, prima di ritirare la scheda. Subito sono partite le polemiche e la risposta negativa: "Da dove venite? Come mai vi presentate solo ora? A chi volete fare un piacere?" 
 
Ecco, ci mancava solo un attacco così diretto per mandare su tutte le furie Antonio Guerra, trent'anni di sindacato alle spalle e una colonna del vecchio Pci viestano, che ha risposto per le rime, reclamando ciò che dice il regolamento. Ma non c'è stato niente da fare: "Abbiamo finito le tessere" è stato risposto. E a chi voleva comunque pagare la tessera e votare è stato impedito di versare il contributo. Niente da fare, circolo chiuso per divieti dei dirigenti.
Il garante delle operazioni di vito è stato zitto poi ha messo a verbale le dichiarazioni di chi è stato respinto; poi si è alzato, ha girato i tacchi e se ne è andato.
 
E dire che proprio sulla pagina Facebook di Aldo Ragni, che riproduciamo qui sopra e che ieri era ancora on line, c'era l'invito a venire a votare sino alla chiusura, iscrivendosi ovviamente prima di ritirare la scheda ed effettuare la scelta tra i due contendenti.

All'atto pratico tutte queste ampie promesse sono state buttate nel cestino, alla faccia degli impegni pubblici. Ragni e il Pd viestano sono allineati con Lombardi? E allora tanto peggio per chi non ci sta.

La polemica è arrivata su internet scatenando reazioni ancora più vivaci da parte dei diretti interessati. Dalla parte della segretaria Giuffreda è arrivato un attacco personale a chi aveva osato raccontare l'accaduto e di questo ha incolpato personalmente l'avvocato Vincenzo Disanti pure lui presente tra i militanti che volevano iscriversi. Si è arrivati persino a rovistare nelle passate candidature per trovare pretesti di inimicizia personale per attacchi diretti e volgari. "Le motivazioni della mia candidatura sono mie personali e non credo debba spiegarle a chi si è autoinvestita senza primarie - risponde oggi Disanti - Poi va specificato che non ho chiesto o voluto alcuna candidatura nelle liste del Pd alle scorse comunali. Per quanto riguarda le insinuanti e manacciose offese del caro marito Michelangelo Dicandia che mi ha apostrofato di "venduto" sto meditanto di esporre denuncia querela visto che a mie risposta di indicazione su chi dove e quando avrebbe comprato la mia persona non ho ricevuto alcuna indicazione. Per la cronaca non sono in vendita ed è forse proprio questo il problema. Agli amici del PD voglio solo far comprendere il grave deficit democratico che c'è in una sezione gestita come un consiglio di famiglia. Non ho altro da aggiungere e prego la dottoressa ed il suo compagno di moderare i toni e provvedere a farsi un esame di coscienza sulle reali motivazioni per le quali hanno perso le scorse elezioni comunali e non hanno ancora rassegnato le dimissioni. Ho appoggiato il Pd e continuerò a farlo anche se non mi sento rappresentato dall'attuale classe dirigente".

Il problema delle tessere acquistate in sezione è comune in tutta la Puglia. L'assessore regionale Minervini, di fronte ai boom di alcune sezioni passate da 20 a 300 iscritti, scuote la testa sconsolato e detta ai giornali un commento lapidario: "Sono primarie che costano solo 15 euro a voto". Ed è su questa falsariga che Ragni affida le sue frecciate a chi ha preso sul serio le sue promesse di apertura al voto: "Una decina di persone venute da fuori Vieste e hanno raccolto un pò di persone da reclutare in questa competizione al costo di una tessera e di una birra. Quelle stesse persone che solitamente si vendono al miglior offerente, solitamente il centrodestra. Come si spiega che a Carpino il Pd, con un terzo dei voti di Vieste (500 contro 1500) abbia il triplo delle tessere, cioè 129 contro 44?"

Ci mancava solo questa. "Il Pd non è una proprietà privata di poche famiglie che impediscono le iscrizioni - protesta con veemenza Antonio Guerra (Uil) - vedremo cosa diranno i dirigenti provinciali e regionali. Il Pd a Vieste è una proprietà privata? Chi l'ha deciso? E poi basta con le offese su chi veniva da fuori: balle! Eravamo tutti e solo viestani perchè i non viestani non possono essere iscritti".

Gli fa eco il candidato Raffaele Piemontese, impegnato nel testa a testa con Lombardi per la guida della segreteria provinciale, che in una nota non risparmia le critiche: "Ci sono ricorsi a Mattinata, Stornara e Cerignola - annota - I dirigenti del circolo di Vieste si sono assunti una responsabilità gravissima rendendo impossibile lo svolgimento del congresso. Ho piena fiducia nella Commissione, vedremo cosa decideranno".

Dunque che succederà adesso? Il voto sarà invalidato o sarà ripetuto? Un fatto è certo, la questione non finirà qui.

30 ottobre 2013