16/07/2024| 1793 articoli presenti
 

I Trabucchi del Gargano affondano tra ricorsi e contestazioni
Battaglia sui fondi del 5 per mille

I Trabucchi del Gargano affondano tra ricorsi e contestazioni
Battaglia sui fondi del 5 per mille

VIESTE -  Ormai i trabucchi non pescano più pesci ma in compenso tirano dal fondo del mare alghe di carta, perchè la rappresentanza per la difesa e la valorizzazione dei monumenti dellatradizione viestana è affidata lettere e diffide.
 
Il braccio di ferro tra la vecchia e contestata associazione capitanata da Vincenzo Spalatro e quella nuova costituita nel 2010, guidata dall'architetto Pasquale Del Giudice, prosegue senza soste da quattro anni. Quel'è dunque la ragione del contendere?
 
Proprio il diritto di rappresentanza nei confronti della pubblica amministrazione, visto che il Comune si è accorto che nei dieci anni di vita dell'associazione 'I Trabucchi del Gargano' non è partita neanche una pratica di concessione per mettere in regola con Demanio e Capitanerie gli antichi impianti, ridotti ormai a pali diroccati.
 
Il ritorno di interesse verso il recupero di una tradizione dimenticata è stato benedetto con cospicui finanziamenti e donazioni che però non hanno trovato realizzazioni pratiche.
 
"I trabucchi rimessi in piedi sinora, cinque o sei in tutto, sono stati costruiti a spese degli interessati che facevano parte dell'associazione - riassume l'avvocato Fasani che come legale svolge il ruolo di portavoce - Di fatto, come è stato appurato dalle autorità sotto nostra sollecitazione, sono tutte irregolari tranne una che appartiene al Comune di Vieste.
 
In tutto questo tempo non si riusciti a venire a capo di nulla. L'unica certezza che una ventina di soci hanno avuto è che non c'è chiarezza su come sono stati impiegati i 40-50 mila euro ricavati dai contributi del 5 per mille, i 25 mila euro derivanti dalla vendita di un immobile e che avrebbe dovuto finanziare l'associazione. Per questo ci troviamo tutti insieme a lavorare per un nuovo gruppo che sia un'interlocutore credibile nei confronti del Comune, del Parco del gargano e della Provincia". 
 
Qual'è dunque il punto della contesa? "Dal 2008 - riassume Fasani - assieme ad altri amici chiediamo copia della contabilità. Questo ci è costato nell'ordine una procedura di espulsione dalla precedente presidentessa, Pina Cutolo, supportata dall'ex amministratore Franco Ruggieri e Vincenzo Spalatro. Il nostro comportamento è stato giudicato non conforme; vietato fare domande insomma.
 
Peccato che, statuto alla mano, non ci fossero neppure i presenti necessari per supportare una decisione illegittima. La riprova?
 
Le associazioni nazionali che avrebbero dovuto designare i loro rappresentanti nel direttivo, ovvero Legambiente, Italia Nostra e Wwf, ci hanno scritto che non hanno mai designato nessuno perchè è contrario ai loro statuti. Il Parco del Gargano dal canto suo, prima aveva designato Ruggeri quando era presidente Matteo Fusilli, poi Giandiego Gatta nominò Maurizio Ursi: pure quest'ultimo si dimise dalla dirigenza dopo aver visto che non c'era nulla di valido.
Così noi oggi abbiamo un presidente che si è automonimato, perchè non è stato eletto da nessuna assemblea, emette provvedimenti illegittimi e presenta ricorsi in giudizio senza avere la delega da nessun direttivo perchè non esiste.
 
Il bello è che quando hanno portato due di noi sul banco degli imputati con accuse originali, hanno preso torto persino con un provvedimento del Capo dello Stato, Napolitano. E dopo questa valanga di irregolarità si attaccano ancora al veridicità di firme date verbalmente e poi ritirate. C'è stata la pressione di qualcuno? Non lo so, ma di certo non è possibile accettare una situazione in cui c'è un'occupazione fisica e illegittima di un'associazione che non esiste più legalmente e che si trascina, sulla base di atti d'imperio, gestendo soldi che non potrebbe neppure toccare. E' uno scandalo. Ma come fanno a parlare quando lo statuto è stato fatto a pezzi là dove indica dirigenti eletti in assemblea, quando non è mai avvenuto dalla fondazione nel 2001? E quando anche nei giorni scorsi l'ennesimo ricorso firmato da Spalatro, per il trabucco di Punta Lunga custodito dalla signora Ranieri, è stato rigettato dal Tar? Chi e con quali soldi pagherà le spese legali?".
 
12 novembre 2011