18/09/2019| 1746 articoli presenti
 

Netturbini sul piede di guerra
Lunedì 24 ottobre probabile sciopero per ottenere il pagamento degli stipendi arretrati

Netturbini sul piede di guerra
Lunedì 24 ottobre probabile sciopero per ottenere il pagamento degli stipendi arretrati

VIESTE - Tanto tuonò che piovve. Ma sui rifiuti questa volta non si scherza visto che i dipendenti della Sieco, la ditta che gestisce l'appalto per la raccolta dell'immondizia e l'igiene urbana, hanno deciso di scendere in sciopero.
 
Quando? Informalmente la data è stata già decisa e dovrebbe essere lunedì 24 ottobre.
 
I netturbini di Vieste hanno un lungo conto aperto con la proprietà della Sieco e che dura da  almeno un paio di mesi. Gli ultimi due mesi non sono stati pagati e anche le mensilità immediatamente precedenti hanno avuto ritardi e intoppi di ogni tipo: assegni fuori piazza di difficoltosa riscossione, versamenti posticipati e rinvii a scacchiera per il personale straordinario oltre che per quello assunto in pianta stabile per dodici mesi all'anno.
 
Tanti scricchiolli per un'organizzazione che d'estate dovrebbe arrivare a servire 250 mila persone quotidianamente, distribuite su 23 km di costa.
 
Per dare un'idea delle proporzioni basti dire che l'intero bacino di Vieste, del solo Comune di Vieste tra luglio e agosto, ha una pressione di utenti superiore a quella della seconda città della Puglia alle spalle di Bari.
 
Anche questa è una conseguenza del turbo-turismo scriteriato che porta gente solo per sei settimane all'anno.
 
Di conseguenza anche i netturbini, costretti a fare turni di superlavoro nei mesi caldi, si aspetterebbero almeno di essere retribuiti con regolarità a fine mese: invece niente.
 
Così, dopo due mesi di promesse non mantenuto, di "pagheremo domani" oppure "Avrete tutto a fine settimana", ecco che hanno deciso per uno sciopero.
 
Un atto molto pesante, un appello a tutta la cittadinanza, ma anche una protesta con un fortissimo valore simbolico.
 
Infatti i netturbini perderanno comunque lo stipendio di un giorno e dovranno comunque lavorare il doppio il giorno successivo per raccogliere i rifiuti lasciati dai viestani.
 
Ma come si potrebbe fare diversamente? Possiamo dar loro torto quando aspettano di essere pagati per un lavoro che comunque hanno fatto e che aspetta di essere retribuito come da contratto?
 
Loro hanno fatto la loro parte, adesso tocca alla Sieco mantenere gli impegni.
 
Tra l'altro la ditta appaltatrice ha il braccino corto anche per quanto riguarda la manutenzione dei cassonetti e degli automezzi.
 
Chi abita nel borgo ottocentesco tra il porto e corso Fazzini ha potuto vedere come quest'estate, per mesi, l'autocarro elettrico che girava per le strade raccogliendo i sacchetti porta a porta è sparito ed è stato sostituito da un rimoros veicolo col motore diesel, fumoso e rumoroso.
 
Se questo è il livello di efficienza che altro dobbiamo aspettarci?
 
In queste ore sono in corso trattative frenetiche da parte della Sieco per evitare l'agitazione, che renderebbe evidente lo stato di crisi.
 
Del resto alla scadenza dell'appalto manca poco più di un anno e il vertice aziendale pare poco disposto a mettere mano al portafoglio per la manutenzione di tutte le strutture.
 
Lo stesso Comune, la giunta di Ersila Nobile, ha un lungo conto in sospeso con le contestazioni alla ditta. Il sindaco ha pochissima voglia di sopportare ancora le inadempienze e i mancati pagamenti sono solo la ciligina su una torta dal cattivo odore.
 
E dire che anche pochi giorni fa sono stati liquidati alla Sieco quasi 240 mila euro, in maniera da garantire almeno gli stipendi nei tempi giusti.
 
Ma di fronte al traccheggiamento della ditta il tempo degli indugi sta finendo molto velocemente.