18/09/2019| 1746 articoli presenti
 

L'assessore ai rifiuti si è arreso
Mimmo Prudenza restituisce la delega ma resta a guidare i vigili urbani

L'assessore ai rifiuti si è arreso
Mimmo Prudenza restituisce la delega ma resta a guidare i vigili urbani

VIESTE - Mimmo Prudenza ha buttato la spugna. Anzi, ha appeso la ramazza al chiodo e ha restituito al sindaco la delega di assessore all'Ambiente. Resta comunque in carica come responsabile in quota Udc con i compiti di responsabile dei settori Polizia Municipale, Legalità e Protezione Civile.
 
Da pochi giorni quindi non è più lui il responsabile e il parafulmine di una gestione dell'immondizia che fa acqua da tutte le parti e che viene contestata a ogni livello.
 
Compreso quello finanziario, che pure non gli compete: ma la riduzione dei cassonetti, la maggiore sporcizia nelle strade e soprattutto il crollo verticale della raccolta differenziata vengono messe sullo stesso piano dai cittadini con l'impennata dei costi nella bolletta dei rifiuti.
 
In questi giorni stanno infatti arrivando nelle case dei viestani le richieste con gli aumenti del 35-40% e la Uil sta raccogliendo le firme per sospendere la riscossione degli aumenti mentre le opposizioni stanno affilando le armi.
 
Le contestazioni per il conflitto d'interesse di Prudenza, allo stesso tempo dipendente Sieco e controllore - come assessore - della stessa ditta che lo paga - sono esplosi nelle ultime settimane.
 
La giunta in prima battuta ha negato a luglio che il suo doppio ruolo di dipendente e assessore creasse problemi nella gestione del settore, ma adesso la situazione non era più difendibile.
 
E Prudenza, alla fine, si è comportato se non con prudenza sicuramente con accortezza.
 
Ha messo la patata bollente nelle mani del sindaco da quando la protesta dei suoi colleghi, cioè i netturbini della Sieco, stava diventando incontenibile.
 
Dopo due mesi di stipendi non pagati, con il Comune che comunque aveva pagato alla ditta l'equivalente degli stipendi e delle spese vive.
 
Di fronte alla catastrofe Mimmo Prudenza si è allontanato in punta di piedi, anche per non attizzare altre poleniche.
 
In giunta i delicati equilibri tra le varie forze della coalizione sono stati rispettati, perchè ogni partito mantiene gli stessi assessori di prima.
 
Ma l'aspetto  politico resta pesante. "Tutti i nodi vengono al pettine - tuona dal consiglio comunale la capogruppo Pd, Annamaria Giuffreda - Già il 14 luglio, quando la giunta approvò il bilancio, ponemmo il problema delle imprese turistiche avevano vinto il ricorso per la tassa rifiuti davanti alla Commissione Tributaria di Foggia: un milione tondo tondo da restituire. La Nobile negò il problema e disse che non c'erano state comunicazioni ufficiali ma tre suoi amministratori avevano presentato e vinto il ricorso mentre il Comune non si era neppure presentato in giudizio. Per questo abbiamo votato contro i punti che riguardavano il riconoscimento dei debiti fuori bilancio: con noi ha votato anche il gruppo Ripartiamo mentre il gruppo Nuovo Centrodestra si è astenuto".
 
Dello stesso tenore il comunicato del Pd: "La lista Nobile - dice un comunicato - si è indebolita perdendo due consiglieri eppure c'è chi parla di coalizione rafforzata: per cosa? Perchè non hanno risposto ai debiti fuori bilancio? Perchè due mesi dopo l'ultima scadenza ammessa dalla legge non ha ancora presentato il Programma di Governo della sua amministrazione?"
 
"Balle, balle e ancora balle - protesta il portavoce della giunta, Vincenzo Mastromatteo (Fli) - Il signor Spina e la signora Giuffreda cavalcano la protesta mescolando due fatti opposti. Cosa voglion far credere ai viestani? Che siccome i pezzi grossi non pagano a tutti i cittadini tocca spendere di più per ripianare i buchi di bilancio fatti da chi non paga e vince le cause in Commissione Tributaria.
 
Nossignore. I maggiori costi, purtroppo per noi tutti, derivano dai maggiori oneri per portare la nostra immondizia a Cerignola: più costi per il trasporto e per il conferimento in discarica. La nostra, quella di Vieste, è inagibile dopo l'incendio e ancora inutilizzabile. In definitiva la nostra bolletta, quella di tutto il paese intendo, è aumentata di 600 mila euro e solo per i costi vivi.
 
Il milione di euro dei ricorsi vinti? Non c'entra un fico secco.
 
Primo? Il Comune di Vieste ha un accordo con la Gema per la riscossione: la società versa subito il dovuto nelle casse comunale e poi pensa lei a riscuotere le somme da chi eventualmente non paga iscrivendo i debiti a ruolo nella cartella esattoriale. Da lì sino ai pignoramente è affare della Gema. Chiaro?
 
Secondo. Il Comune ha iscritto i debiti fuori bilancio solo dopo la comunicazione ufficiale della Commissione Tributaria di Foggia. Sino al 14 luglio, quando fu approvato il bilancio, non c'era: se l'avessimo messo in conto sarebbe stato un falso in bilancio, perchè nel bilancio di un ente pubblico contano solo gli atti ufficiali e non le chiacchiere da bar. E infatti, arrivata la comunicazione, abbiamo subito messo la somma a bilancio.
 
Si tratta di un protocollo contabile stabilito da sempre nella contabilità pubblica: stupisce che una consigliera che ha chiesto ai viestani di diventare sindaco ignori l'abc dei conti ufficiali del Comune.
 
Terzo. Questa somma non è affatto detto che dobbiamo restituirla perchè le irregolarità su quei ricorsi sono tali e tanti che abbiamo presentato in via giudiziaria una richiesta di revoca e annullamento. Se il Comune vincerà non sarà dovuto un solo euro a nessuno. Da parte loro tre consiglieri di maggioranza, che pure avevano vinto il ricorso, hanno già detto di voler rinunciare alla vertenza, pagheranno tutto.
 
Quarto. Sinora nessun ricorrente, che pure ha vinto, ha chiesto indietro quanto ha pagato. E' un caso?"