20/10/2019| 1746 articoli presenti
 

In pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo
400 viestani su antichi sentieri nei boschi e valli del Gargano

In pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo
400 viestani su antichi sentieri nei boschi e valli del Gargano

VIESTE - Non sono certo mancate le emozioni, i silenzi e anche le preghiere nel lungo pellegrinaggio che ha portato più di quattrocento viestani nei valloni più profondi del Bosco di Vieste e sulle alture e i pascoli che fanno da corona a Monte Sant'Angelo.
 
Ripercorrendo i sentieri di papi, cardinali, imperatori, guerrieri e semplici popolani, anche quest'anno in occasione della festa di San Michele i pellegrini si sono dati appuntamento nel cuore della notte per attraversare insieme un Gargano mai visto, con itinerari che hanno messo a dura prova le gambe ma non la fede dei partecipanti.
 
Appuntamento dei Sammichelari storici, che hanno fatto ripartire la tradizione, davanti alla chiesa e poi dopo via nelle strade buie di Vieste, con un aria tiepida che faceva dimenticare anche la stanchezza.
 
Torce e preghiere per lo stendardo dei pellegrini, che in tre punti si sono fermati e hanno inchinato il ginocchio a terra per onorare il principe degli angeli.
 
Nel piazzale di fronte alla caserma della Forestale l'appuntamento con i pullmann che hanno portato dalle 2 in poi i pellegrini sulle alture di Sacro, il punto deputato per l'inizio del cammino.
 
C'era chi era reduce appena una settimana prima dal Cammino di Santiago de Compostela in Spagna, come il farmacista Giuseppe Quagliarella, che non sentiva affatto il peso di 150 chilometri in cinque giorni.
 
Anche per la marcia garganica non ha perduto nè il buonumore nè il raccoglimento spirituale.
 
E c'era anche, ma non era una sorpresa, la signora sindaco: Ersilia Nobile ha fatto a piedi tutto il percorso senza lamentarsi evitando accuratamente ogni accenno politico, per restare sul piano della buona compagnia del pellegrinaggio.
 
Anche lei è arrivata assieme agli altri a Monte senza mai farsi caricare neppure per un attimo dai fuoristrada del Corpo Forestale.
 
A loro va dato atto di un aiuto a 360 gradi, con cortesia e simpatia.
 
Hanno raccolto bottigliette di plastica o bicchieri lasciati cadere nei due punti di ristoro e hanno sistematicamente aspettato che gli ultimi pellegrini passassero davanti prima di rimettersi in moto.
 
Così, quando le fatiche sono diventate insostenibili per le persone più anziane, si sono attivati per aiutarli a salire in macchina.
 
Non c'è mai stato dunque bisogno di ambulanze e coperture sanitarie.
 
Un'ultima osservazione. Quest'anno la partecipazione dei giovani è stata elevatissima e ognuno ha partecipato portando nel proprio cuore le sue personali motivazioni: questo è lo spirito del pellegrinaggio e guai a chi volesse censurare lo spirito, diverso da una persona all'altra, che ha motivato ciascun partecipante con una marcia variabile dalle 11 alle 8 ore continue.
 
Le uniche due soste sono state alle 3 di note al "Compromesso", in cui i più organizzati hanno offerto tè e caffè dai termos che si erano portati da casa e alle 7 in un pascolo lungo la strada che dalla foresta Umbra porta a Monte.
 
Biscotti, pane e pomodoro per tutti oltre al caffelatte.
 
Chi credeva a quel punto di essere a buon punto ha dovuto ricredersi. I sentieri sassosi, al buio, hanno creato qualche ansia, ma anche un'esaltazione quando alle 4.30 sono state avvistate in lontananza le luci del santuario.
 
Ma una volta arrivati davanti alla Valle di S.Marco, l'ultima prima del paese che ospita la grotta dell'apparizione, i meno preparati fisicamente hanno dovuto farsi coraggio: hanno scoperto a loro spese quanto avevano ragione i veterani che li avevano avvisati prima di iniziare il percorso.
 
Un'intera ora per scendere e un'altra per risalire con un dislivello alpino. Per fortuna che in paese un'accogliente foresteria ha permesso almeno il cambio d'abito e una rinfrescata nei bagni.
 
Poi tutti in fila. I pellegrini viestani, inquadrati dietro il loro stendardo, si sono messi in marcia attraverso le vie di Monte per andare alla loro messa, quella delle 13.30.
 
I più stanchi si sono accasciati assieme ai Sammarchesi con cui c'è un gemellaggio di fatto, attorno alle pareti della grotta. I bambini dirante la messa si sono addormentati a terra, distrutti dalla fatica. Ma che impotava? Almeno il battesimo del fuoco era stato superato.
 
S. Michele ha spinto tutti sino all'arrivo.Tutti. Anche Tonino, viestano di 87 anni, accompagnato da un giovane, che ha fatto il pellegrinaggio per la settantanovesima volta.
 
Non è un piccolo miracolo anche questo?