18/09/2019| 1746 articoli presenti
 

Su Rai1 Linea Blu ha regalato agli italiani una Vieste da sogno

Su Rai1 Linea Blu ha regalato agli italiani una Vieste da sogno

VIESTE - Già da quando sono arrivati il 4 luglio avevano mostrato a tutti la loro professionalità.
 
Pallidi, come si addice ai samurai delle immagini che non si concedono neppure un'ora di sole anche se girano le loro riprese lungo le coste italiane.
 
E poi sempre con la loro divisa da lavoro, dalla mattina alla sera, senza nessuna concessione turistica, magari solo per un sovenir tra i negozietti.
 
Sabato pomeriggio, quando per oltre un'ora Linea Blu ha mandato in onda il programma girato a Vieste e lungo le sue viuzze e le sue coste, anche i viestani hanno potuto ammirare i risultati del lavoro di Donatella Bianchi, del regista Luca Romani e di tutta la troupe del programma andato in onda su Rai 1.
 
L'affiatamento dello staff è stato evidente, per chi ha un minimo di dimestichezza con il linguaggio delle immagini.
 
Un montaggio veloce, fatto di tanti scorci alternati alle immagini mai piatte delle persone intervistate.
 
Un risultato che si deve, nel suo complesso, a persone che hanno lavorato silenziosamente e con cura, come la produttrice Cristina Bordin e il collega Lorenzo Labagnara che hanno fatto da spalla durante i lavori delle riprese e nella ricerca dei personaggi.
 
Proprio quest'ultimo è stato forse il lavoro più prezioso.
 
In trasmissioni come queste gli operatori e la conduttice arrivano in luoghi che non conoscono e devono trovare a colpo sicuro storie e personaggi che possono interessare, per il loro passato o il loro presenti, una platea fatta da milioni di italiani.
 
Nel caso di Vieste l'operazione è riuscita. Niente immagini stucchevoli, scontati come cartoline inflazionate, ma riprese fatte con occhi nuovi, pronti a scoprire e a valorizzare quello che i residenti per tutto l'anno non vedono. O che danno per scontato.
 
Insuperabili poi sono state le immagini in bianco e nero, vere perle delle fototeche della Rai, in cui sono state affiancate le immagini di quarant'anni fa e quelle di oggi: la scuola nel faro e il giro alle grotte, tanto per fare due esempi.
 
Le immagini sono state aperte da Isa Cappabianca, una maestra d'altri tempi e da molti anni in pensione, che ancora parla il viestano come prima lingua assieme al marito, Gaetano Pernice, anche lui maestro in pensione.
 
Le sue rime, poesie su bozzetti di vita viestana, hanno fatto risuonare in milioni di case una lingua antica, parlata da poche migliaia di persone ma ancora viva e vitale.
 
E poi via la galleria di personaggi fatta dall'ex maestro del faro, Mario Ragno e una sua ex allieva, Rita Basciani.
 
In centro il maestro Siena (anche lui intellettuale locale di volenteroso spessore, e misconosciuto) ha accennato a Gregorio XIII poi diventato papa e a Dragut Rais, alla sua distruzione del paese a metà del Cinquecento.
 
E poi ancora un viestano d'elezione come Luca Tamburrelli che ha fatto conoscere il suo Viagrino, una salsa condita con ironia e peperoncino delicato, e il Camillo protagonista di ricostruzioni esatte di trabucchi e navi, vere miniature in tre dimensioni.
 
Le spiegazioni scientifiche del geologo Antonio Pecorelli sulle rocce delle falesie a picco sul mare hanno aumentato la voglia di saperne di più su un ambiente naturale tanto ricco quanto ignorato. 
 
E i ricordi di Graziano Trimigno sulle grotte di Vieste, ricche di dettagli sconosciuti alla moltitudine, hanno arricchito in maniera impagabile il programma.
 
Con poche parole, precise come pennellate, ha raccontato di anni scomparsi, fatti di lavoro duro ai remi quando le cavità della costa servivano da casa ai pescatori che azzardavano viaggi più lontani, da soli e a remi, per cercare pesce in luoghi meno battuti. 
 
Da non perdere neppure neanche Mario Ragno, un omonimo del primo ma non parente, un subacque noto in tutta la costa garganica per la sua abilità nello scovare pesci nelle tane a qualsiasi profondità.
 
Inutile dire che la star della trasmissione è stato Leonardo Vescera, chef e creatore del ristorante Capriccio.
 
Le sue immagini e la sua voce hanno accompagnato gli italiani nella scelta di erbe e profumi e sapori terminati con la preparazione immediata di un piatto, sino ad accompagnare la troupe nell'orto curato dal suocero che fornisce la materia prima per le verdure a km zero.
 
Il suo racconto delle esperienze fatte a Buckingam Palace, quando era capo della brigata del pesce, valevano da sole la visione del programma.
 
Inutile dire che durante le riprese da mare gli operatori hanno fatto di tutto per evitare di riprendere gli ecomostri, il grattacielo anni Sessanta alla banchina e il cosiddetto palazzo costruito al posto dell'ex cinema: per carità di patria non riferiamo i commenti. Avrebbero dovuti sentirli l'ex sindaco e gli assessori che ancora oggi ne menano vanto.
 
Ma guardiamo avanti, sperando che quelle immagini, che poco hanno concesso al clichè degli ombrelloni in spiaggia stile Rimini, hanno consegnato un ricordo di Vieste ricco di spunti per chi vuole tornarci durante il resto dell'anno.