20/10/2019| 1746 articoli presenti
 

Vieste, grande affluenza alle urne
Ha votato il 42,3% di elettori
97% contro nucleare e acqua privata

Vieste, grande affluenza alle urne
Ha votato il 42,3% di elettori
97% contro nucleare e acqua privata

Vieste è in vetta ai comuni del Gargano con il più alto indice di affluenza alle urne per i referendum, segnando un inaspettato 42,3% di elettori. E il risultato delle scelte dei votanti non lascia adito a dubbi. Hanno votato per la bocciatura dell'acqua ai privati il 97% dei viestani e percentuali di poco minori, di un punto a due, hanno ottenuto i quesiti sul nucleare e contro il legittimo impedimento.
 
Una mobilitazione popolare che esce dal perimetro degli schieramenti partito (finalmente) e mette politicamente fuorigioco i politici di centrodestra che avevano giocato sull'astensione, evitando di schierarsi apertamente in dissenso con Berlusconi e soci.
 
Sempre per restare al numero di votanti guardiamo al resto del Promontorio. Maglia nera a Peschici dove ha votato solo il 23,4%; e poi Vico con il 33.6, Poggio Imperiale col 42.5, Lesina col 36, Tremiti col 39.4, Ischitella col 40.8, Cagnano col 41.5, Carpino con 31.9. Spiccano S. Nicandro con il 47% e Rodi Garganico col 46%, paesi che comunque vantano un'antica e consolidata tradizione di voto progressista.

A Foggia e Manfredonia è stato superato di poco il 50%, mentre che ha trascinato anche il Gargano meridionale. In quei paesi del versante Sud infatti sono moltissimi i pendolari che per studio e lavoro scendono verso il capoluogo di cui condividono fermenti  e discussioni.
 
Una mobilitazione popolare, quella di Vieste, che è uscita dal perimetro degli schieramenti di partito (finalmente), mettendo politicamente fuorigioco i politici di centrodestra che avevano giocato sull'astensione, evitando di schierarsi apertamente in dissenso con Berlusconi e soci.
 
Il sindaco Ersilia Nobile ad esempio ha evitato accuratamente di andare alle urne, mentre puntualmente stasera era alla processone con la fascia tricolore e altrettanto hanno fatto i suoi consiglieri di maggioranza, con l'eccezione di Gaetano Zaffarano che ha votato e invitato al voto amici e sostenitori della sua area politica, che è quella  di Fli.

A sorpresa è andato a votare Mimì Spina che ha pure motivato la sua scelta, a chi glielo chiedeva, con quattro Sì sui quesiti referendari.

Alle urne non è mancato neppure Mimmo Prudenza (Udc) che dopo aver visto la scelta di Casini ha detto apertamente che si schierava per i Sì ai referendum.

Compatti e speranzosi sono andati al voto tutti i leader del centrosinistra viestano, i candidati e un varipinto reticolo di amci che si sono scambiati idee su Facebook prima del voto, uniti dalla comune idea su un futuro non nucleare.

Su tutto poi ha fatto premio la voglia di non pagare l'acqua 7 euro al metro cubo, come la Voce di Vieste ha più volte denunciato. Un messaggio che è stato accolto e raccolto da tantissimi viestani.

Di segno positivo i primi commenti subito dopo il responso delle urne. "L'opinione pubblica che si riconosce nell'area cattolica e nel centrodestra - esordisce Antonio Bosco, candidato Udc - ha dimostrato di essere autonoma rispetto alle indicazioni di Berlusconi e di buona parte dei vertici del Pdl. Come Udc siamo soddisfatti e io in particolare. I viestani si sono dimostrati elettori capaci di scegliere per il Gargano, la Puglia  un futuro senza nucleare e con l'acqua nelle mani dei cittadini, che devono restare i veri proprietari. Io avevo già dati indicazione per il Sì, motivando la mia scelta, già prima che la segreteria con Casini prendesse le sue decisioni. Non mi monto la testa, diciamo che l'Italia ha fatto un passo in avanti."
 
Telegrafico il commento di Vincenzo Mastromatteo (Giovane Italia): "Ho votato tre sì, per acqua pubblica e nucleare. Sono contento".
 
"Quando tocchiamo i temi della vita quotidiana - annota con soddisfazione  Anna Maria Giuffreda (Pd) - riusciamo a ottenere i consensi. Direi di più: quando la realtà delle cose viene conosciuta e la gente capisce l'importanza della posta in gioco, ecco che i viestani danno prova di partecipazione e maturità nelle scelte. Se posso sottolineare un aspetto per così dire di partito, vorrei far notare ai concittadini che siamo stati l'unico partito che ha presentato rappresentanti di lista per essere presenti anche durante le operazioni di voto e di scrutinio: e questo in tutti i seggi. Per noi questi quattro referendum avevano la stessa importanza delle elezioni amministrative. La volontà popolare va ascoltata e aiutata".
 
Anche da parte delle forze presenti nell'arcipelago verde c'è soddisfazione: "Nessun equivoco, nessuna indecisione - commenta Michele Di Carlo, già candidato nella lista di centrosinistra come ambientalista -  L'Italia ha detto definitivamente "No" al pasticcio  nucleare e agli interessi delle multinazionali . Adesso abbiamo più forza e motivazioni per batterci contro le trivellazioni e possiamo dire ad alta voce che bisogna dirigere la rotta verso uno sviluppo sostenibile. Il Comitato per la Tutela del Mare del Gargano,  parte attiva del Comitato Garganico contro il Nucleare, ha vinto un'importante battaglia. Il 18 giugno saremo alle Isole Tremiti per difendere il nostro territorio, il nostro ambiente, la nostra salute, più decisi e più risoluti che mai, insieme alla rete di associazioni abruzzesi, molisane, pugliesi che si  attono contro il decreto governativo delle trivellazioni.
In tal senso, aspettiamo che la provincia di Foggia e il Parco Nazionale del Gargano diano il giusto e dovuto contributo a una  battaglia di buon senso".
 
Di carattere più generale il commento inviato da Michele Rizzi (Alternativa Comunista): "La vittoria dei referendum e in particolar modo quello sull'acqua pubblica pone in Puglia l'esigenza della ripubblicizzazione del più grande acquedotto d'Europa, quello pugliese. Il movimento per l'acqua pubblica ha sconfitto tutte le tendenze privatizzatrici di centrosinistra e centrodestra".