16/07/2019| 1745 articoli presenti
 

Referendum
Votare Sì se si rifiuta l'acqua a 7 euro al metro cubo

Referendum
Votare Sì se si rifiuta l'acqua a 7 euro al metro cubo

VIESTE - Provate a chiedere ai candidati che hanno bussato alla vostra porta, che vi hanno salutato per strada dal lato opposto di corso fazzini o vi hanno inseguito col biglietto delle preferenze.
 
Provate a chieder loro come si comporteranno per i referendum su cui si vota domenica, chiedetegli cosa contano di fare: se voteranno, se inviteranno gli amici al voto, se porteranno anziani e malati con la propria auto al seggio.
 
Bene, questa è l'occasione per metterli alla prova.
 
A poche settimane dal voto che ha rinnovato il consiglio comunale, i viestani sono chiamati ancora alle urne ma questa volta per argomenti vitali.
 
"Volete togliere le due centrali che potranno essere costruite alle porte del Gargano?"
 
Oppure: "Volete pagare l'acqua a 7 euro al metro cubo anzichè a poco più di un euro?"
 
Domande troppo dirette? Scegliete voi, ma la posta in gioco è questa. L'acqua a 7 euro al metro cubo è quella che viene pagata in alcune parti d'Italia perchè una legge dello Stato (quante ingiustizie in nome della collettività!) ha stabilito per decreto che i beni comuni a tutti non devono appartenere a tutti. Quindi l'estrazione e lo sfruttamento delle acque devono essere non solo a pagamento, ripagare i costi e persino ma garantire i profitti a chi ha messo i primi soldi con la garanzia del bussiness assicurato.
 
Ma bravi! A quelle condizioni siamo tutti capaci di fare affari. Prendiamo l'acqua gratis, la distribuiamo con acquedotti già costruiti e funzionanti e poi la vendiamo senza concorrenza al prezzo che scegliamo.
 
Visto che sono queste le condizioni del mercato dell'acqua perchè i cittadini, che sono proprietari dell'acqua, non possono decidere dei propri beni?
 
Perchè i viestani, ad esempio, non possono essere padroni a casa propria e decidere quanto deve costare l'acqua o se vogliono le centrali atomiche vicino agli ombrelloni?
 
La posta in gioco è questa.
 
Lasciate perdere i quesiti giuridici e le fisime.
 
Domenica avrete la possibilità di cancellare scelte pericolose e folli, evitare che vi mettano le mani in tasca.
 
Andate con figli e amici alle urne e votate quattro Sì ai referendum.
 
Fate capire a chi comanda che gli affari dei potenti non sono i bisogni degli italiani.
 
E dei viestani che su questi argomenti hanno i piedi nel fuoco.