21/11/2018| 1737 articoli presenti
 

Nel fine settimana i funerali di Giovanni e Martino Piscopo
L'enigma dei ritardi sul Dna

Nel fine settimana i funerali di Giovanni e Martino Piscopo
L'enigma dei ritardi sul Dna

VIESTE - Oggi l'ultima firma del medico legale e poi non ci sarà nessun ostacolo amministrativo per recuperare le salme di Giovanni (51 anni) e Martino Piscopo (48 anni) sequestrati e uccisi dopo un rapimento ancora impunito.
 
L'ultimo passaggio amministrativo è stato completato e si aspetta di ora in ora la data e l'orario dei funerali che si preannunciano imponenti. 
 
Con ogni probabilità si terranno venerdì o sabato. Al di là delle passate vicende di vita dei due uccisi, Vieste si fermerà - giustamente - per quella sorta di ribellione istintiva che è nata nell'animo di tutti dopo il sequestro.
 
Quel rapimento, che aveva l'aria di un regolamento di conti almeno contro uno dei due, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in una comunità martoriata in undici mesi da più di un centinaio di attentati e intimidazioni.
 
Per non parlare delle continue richieste di estorsioni e del pizzo quotidiano che veniva chiesto e imposto con la violenza.
 
Per questo i viestani hanno partecipato in massa, dietro al sindaco e al vescovo, alla fiaccolata che ha detto basta alla criminalità organizzata.
 
Un segnale di rivolta morale che è stato sottovalutato non solo dagli autori del sequestro (mandanti ed esecutori) ma anche dai loro fiancheggiatori.
 
E' un fatto che da quel momento le indagini sulla 'quarta mafia', com'è stata ribattezzata la mafia garganica, hanno avuto un impulso e risultati mai ottenuti prima in tutto il Promontorio; sono stati effettuati arresti eccellenti e sequestri a Vieste, Monte S.Angelo e nel Gargano meridionale.
 
L'ultima puntata ai primi di maggio, col sequestro a Vieste di 10 milioni di beni intestati a uomini del clan Notarangelo.
 
Ora la famiglia, chiusa nel suo dolore, dovrà organizzare i funerali per entrambi che, come si è detto, si terrano fra tre, quattro giorni al massimo.
 
La decisione finale deve ancora essere presa.
 
Dopo i prelievi di materiale organico dai congiunti diretti, è arrivata la conferma per via scientifica di ciò che i famigliari non hanno voluto accettare sino all'ultimo minuto.
 
Niente condoglianze, avevano ripetuto sino all'ultimo, aspettiamo il verdetto dei periti.
 
Ora non ci sono più dubbi. I cadaveri appartengono a Giovanni e Martino Piscopo ed entrambi sono stati identificati.
 
Ora al cimitero di Vieste ognuno dei due potrà avere la sua tomba e la sua fotografia, con un nome e un'identità e chi lo vorrà potrà portare i fiori per ricordarli. 
 
Le indagini sul duplice omicidio non si sono fermate. I tempi lunghi (quasi quattro mesi) per l'esame sul Dna dei due fratelli, comproprietari a vario titolo dei beni di famiglia nel villaggio turistico di Sfinalicchio,sono stati una conseguenza sia delle condizioni impossibili in cui i periti legali hanno dovuto lavorare, sia per la difficoltà di prelevare materiale utile ai campionamenti chimico-fisici sui corpi.
 
I resti carbonizzati dei due cadaveri infatti hanno bruciato molte prove utili per identificare gli autori del sequestro e dell'omicidio.