17/08/2018| 1722 articoli presenti
 

Casa invasa dalle acque
Muratore va in Comune e minaccia di darsi fuoco

Casa invasa dalle acque
Muratore va in Comune e minaccia di darsi fuoco

VIESTE - Il primo che è arrivato per protestare pubblicamente contro i danni dell'alluvione è stato un muratore di 52 anni, ma la sua collera gli ha fatto perdere il senso della misura.
 
Venerdì mattina si è presentato con una bottiglia di benzina in mano al portone del municipio e ha chiesto - urlando - di vedere il sindaco Ersilia Nobile.
 
Poco prima aveva parlato con altri protestatari che da un paio di giorni, con catene e altro, fanno la posta agli assessori per reclamare, proprio sotto elezioni, un lavoro.
 
Ma il caso umano di M.G., residente con la famiglia alla Palude Mezzane, è stato quello più doloroso in questi due giorni di alluvione. I danni causati alla sua abitazione dall'invasione delle acque sono stati enormi: "Ho perso tutto - ha gridato ai primi che hanno cercato di rabbonirlo - Adesso chi mi ripaga di tutti i danni? Che cosa potrò fare ora?"
 
In effetti la zona dove abita è stata una di quelle più flagellate dalla furia dell'alluvione. La seconda ondata di piena poi, non più trattenuta dai canaloni occupati da detriti e costruzioni abusive, è finita come una mandria impazzita verso la spiaggia.
 
In mezzo, nella palude Mezzane, tante case più o meno abusive dove però c'è gente che ci abita tutto l'anno e non solo casette a disposizione di turisti dalla bocca buona.
 
Il fango ha invaso piano terra e scantinati.
 
Ora il problema, come detto nei primi momenti dopo l'alluvione, è quello dei risarcimenti. E quindi delle responsabilità dell'accaduto, perchè non è una casualità che le acque abbiano invaso terreni fertili a fianco di grandi canaloni che avrebbero dovuto garantire la piana sino al diluvio universale, come dissero orgogliosamente i progettisti.
 
L'uomo si  incatenato sul balcone del municipio dove era riuscito ad entrare furtivamente.
 
Alla vista dei carabinieri subito avvisati dell'emergenza, l'uomo si è cosparso di benzina e con un accendino in mano ha a lungo minacciato di darsi fuoco.
 
L'uomo è stato poi disarmato, per così dire, grazie alla prontezza di riflessi dei carabinieri che lo hanno immobilizzato e poi disarmato, strappandogli la bottiglia di benzina.
 
Il muratore è stato poi portato in caserma per gli accertamenti e il verbale ma non è stato denunciato.
 
Nel pomeriggio si è presentato di nuovo in caserma assieme al fratello per scusarsi e sfogarsi; alle prese con difficili problemi famigliari, M.G. ha spiegato che i danni subiti sono stati per lui e la famiglia una mazzata tremenda e mettono in crisi il bilancio quotidiano.