12/07/2020| 1769 articoli presenti
 

Arriva pure
la diffida Lipu
"Sospendete
i lavori
per salvare
i nidi"

Arriva pure
la diffida Lipu

   VIESTE - E adesso scende in campo anche la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) che ha spedito una diffida al Comune di Vieste per sospendere immediatamente i lavori in piazza Paolo VI anche per proteggere le nidificazioni dei volatili.

   “Risulta – attacca il segretario della sezione di Capitanata, Vincenzo Cripezzi - che questa amministrazione comunale stia per procedere al taglio di Pini siti tra via Verdi, via Taranto e via Dalmazia. In tutto circa 50 pini domestici (Pinus pinea) che in questo periodo ospitano la nidificazione di numerose specie di uccelli selvatici, in gran parte protette”.

    La Lipu elenca le specie ma si ferma solo alle più comuni e riconoscibili: verzellini, verdoni, e e tortore dal collare per non parlare delle altre. Subito dopo, nella lettera di diffida spedita oggi 8 giugno, aggiunge puntualmente i riferimenti legali, facendo capire che l'associazione è pronta a costiuirsi in giudizio richiedendo i danni. “La legge 157/92, art 21, comma 1, lett “o” impone il divieto di distruzione di uova e nidi di uccelli in periodo riproduttivo, per altro indipendentemente dallo status di specie protetta eventualmente coinvolta, che rappresenta solo un'aggravante, secondo le ipotesi previste dagli articoli 544 e 635 del codice penale”.

   A questo punto partono le dichiarazioni di responsabilità e le richieste immediate.

   “Con la presente lettera – scrive in buona sostanza l'avvocato della Lipu - le figure responsabili dell’amministrazione in indirizzo (ovvero sindaco e responsabile della Polizia Locale oltre che i Carabinieri Forestali) assumono ogni piena consapevolezza e quindi responsabilità di carattere penale in relazione alle conseguenze derivanti dai tagli”.

    La Lipu taglia le unghie anche alla solita scusa dei tagli degli alberi per eliminare le piante malate. “Se questa iniziativa – sottolinea la Lipu - derivasse da esigenze improcrastinabili di incolumità pubblica, al punto tale che dopo anni questi alberi (tutti e improvvisamente?) siano pericolosi nello stesso periodo, tale situazione dovrebbe essere accertata e dimostrata da una perizia, con relativa relazione di un fitopatologo. Poiché di parte, tale perizia dovrebbe essere resa, per ovvie ragioni, preventivamente disponibile alla cittadinanza affinché possa eventualmente presentare le opportune controdeduzioni”.

A questo punto tre sono le richieste minime, per la Lipu, che Nobiletti e soci dovrebbero adottare.

“Primo: sospendere i tagli – chiarisce ancora l'associazione animalista che difende la fauna selvatica – sino alla fine del periodo riproduttivo onde evitare danni alle nidificazioni in atto. Secondo: Chiediamo all’Amministrazione comunale di Vieste di conoscere l’eventuale progetto di riqualificazione o di messa in sicurezza alla base dei tagli in argomento, ivi comprese perizie (se presenti) inerenti lo stato di salute e/o relativa pericolosità delle essenze arboree coinvolte. Terzo: Polizia locale e Carabinieri Forestali hanno il compito di verificare l’evoluzione del caso in esame e verbalizzare sia lo stato dei luoghi che documentare quanto accade”.

    Ecco. Che accadrebbe se questa documentazione finisse a Bari sul tavolo di chi deve erogare eventualmente i fondi per la riqualificazione? O, sempre eventualmente, a Bruxelles per far vedere come si spendono i soldi in Puglia? Emiliano non ne sarebbe certo contento, soprattutto in questo periodo.


8 giugno 2020