06/12/2019| 1756 articoli presenti
 

Ore d'ansia per gli albanesi di Vieste
“Mia figlia e mia moglie sono a Durazzo con la paura di una nuova scossa e tanto dolore”

Ore d'ansia per gli albanesi di Vieste
“Mia figlia e mia moglie sono a Durazzo con la paura di una nuova scossa e tanto dolore”

VIESTE – Il terremoto in Albania ha messo in ansia non solo i viestani ma anche gli albanesi di Vieste. Per loro, residenti da anni in paese e inseriti nella comunità viestana, per ore l'assoluta assenza di notizie sui loro cari finisce per dilaniare le famiglie.

Da quel paese le uniche notizie che arrivavano sono quelle dei canali ufficiali, radio e televisioni. Per il resto i ponti telefonici sono crollati e i ripetitori fuori servizio per gran parte della giornata del sisma. Intanto, a 24 ore dalle scosse che hanno martoriato la regione vicina a Durazzo e che hanno colpito l'Albania, il dilemma è uno solo.

“Partire o restare ad aspettare? ” E' questa la domanda che si pongono tanti albanesi di Vieste che cercano con grande difficoltà di mettersi in contatto con parenti vicini e lontani. E' il caso di Gimmy. La moglie e la figlia di 9 anni, partite da Vieste per l'Albania, giusto pochi giorni fa si sono trovate nel bel mezzo del cataclisma.

Il terremoto non dà tregua in un'Albania sottoposta a continue scosse d'assestamento e con la gente costretta a dormire nelle tende, in auto o dovunque trova un tetto, i problemi sono enormi.

“Anche io sto cercando di mettermi in contatto uno ad uno con i miei fratelli e sorelle che abitano vicino a Durazzo – dice con la voce rotta dall'emozione Gezim Behluli, 55 anni, conosciutissimo con il suo soprannome Gimmy – E dire che qualche giorno fa sono partite mia moglie e mia figlia proprio per andare a Durazzo e prendere mia suocera per portarla qui a Vieste, in modo da passare le feste tutti insieme. Poi è arrivata questa sciagura. Durante le ore di black out telefonico ed elettrico era impossibile mettermi in contatto. So anche io, come tutti, che ci sono stati molti morti accertati, sinora. Prego affinchè non sia successo nulla ai miei parenti, a quelli che conosco. Per il resto tutto si può mettere a posto, si ricomincia da capo. E' impensabile che io vada lì ad aggiungermi alle colonne di aiuti, con i porti intasati. Spero solo che rimettano a posto definitivamente la rete telefonica il più presto possibile cosicchè io possa sentire la loro voce. E spero anche che tornino a casa qui a Vieste con la nonna al più presto possibile”.

Ce lo auguriamo anche noi della Voce di Vieste. Per il resto registriamo con soddisfazione il fatto che la colonna mobile della Protezione Civile della Regione Puglia è stata in grado di partire già il 26 novembre alla sera, arrivando in Albania assieme agli altri enti nazionali come Croce Rossa e Vigili del Fuoco. Un centinaio di persone in tutto, autosufficienti sotto ogni punto di vista, dai generatori di elettricità ai carburanti per i mezzo in modo da far vivere un villaggio e dare una risposta alla prima emergenza di queste ore per 300 persone.

27 novembre 2019