06/12/2019| 1756 articoli presenti
 

Da Vieste alle Canarie, in manette
il piccolo boss Danilo Della Malva
arrestato in un residence spagnolo

Da Vieste alle Canarie, in manette
il piccolo boss Danilo Della Malva
arrestato in un residence spagnolo

    VIESTE - Carabinieri, polizia spagnola e Interpol gli stavano dando la caccia da tempo e tre settimane fa è scattata la trappola. Così è finito in manette il viestano Danilo Della Malva, 33 anni, capetto emergente della mafia garganica e più che abile nello sfuggire alla retata di tre settimane fa.

     E' stato arrestato a Maspalomas, centro turistico delle Canarie, grazie alla cooperazione tra carabinieri e polizia spagnola in base a un mandato di cattura europeo.

   Già questa mobilitazione fa capire lo spessore criminale di Della Malva che non è solo è diventato uccel di bosco rispetto all'ondata di arresti dell'operazione “Neve di Marzo” ma aveva già pronti i canali di fuga per l'estero. Una prova in più, se ce ne fosse ancora bisogno, della capacità dei mafiosi del Gargano di avere stabilito da tempo solidi collegamenti con le altre mafie presidiando le rotte della droga e delle armi.

   E infatti spagnoli e italiani sono andati a prenderlo nel residence della località turistica.

    Una latitanza dorata? Meglio libero che a Rebibbia, dove si trova ora dopo essere stato sbarcato a Fiumicino ed essere stato preso in consegna dalle autorità italiane.

  Ma d'altro canto “U meticc'” - come lo chiamavano in gergo gli altri compari del clan per via della pelle scura – faceva di tutto per passare inosservato. Abituato alle frequentazioni dei residence abusivi di Vieste aveva scelto come nascondiglio un appartamento uguale a decine di altri, con vialetto esterno in un dedalo di casette tutte uguale del centro residenziale.

    Lì dentro un appartamento con mobili standard, senza niente che potesse far pensare a qualcosa di losco. E invece gli agenti che lo hanno ammanettato hanno messo sottosopra la casa trovando materiale che, per loro stessa definizione, “è stato ritenuto molto interessante”. Come si vede la solita frase che dice tutto e niente.

    Se avranno prove lo vedremo nei prossimi giorni, a cominciare dagli sviluppi delle indagini dopo l'assassinio di Pasquale Ricucci, avvenuto giorni fa. C'entra forse, per caso qualcosa Danilo Della Malva con l'ambiente in cui è maturato questo omicidio? La chiave ce l'hanno gli investigatori che si guardano bene dal diffondere dettagli su ogni collegamento che non sia strettamente ufficiale.

Per loro il segnale è chiaro. “Anche se andate a 5 mila chilometri di distanza – fanno capire – vi verremo a prendere dovunque vi nascondete. E non smettiamo mai di darvi la caccia masseria per masseria nel Gargano e in Capitanata”. Insomma, una guerra fatta di atti dimostrativi, da una parte e dall'altra, dove i simboli sono le pallottole che stanno fischiando tra le fazioni in lotta tra i clan.

   Certo è che il Gargano è diventato lo snodo del traffico internazionale di droga, tra eroina dai laboratori nascosti in Albania, cocaina dal Sudamerica con la benedizione della N'drangheta, hashish e marijuana da Albania e Turchia.

   E Vieste con Monte S.Angelo è la trincea di una guerra continua, la prima linea perchè qui sbarcano gli stupefacenti grazie al controllo del territorio.

  Una centralità criminale, quella di Vieste, che ora è ammessa anche dalla Direzione Distrettuale Antimafia che ha coordinato le indagini. 

    Tale organizzazione criminale strutturata - è scritto in una nota ufficiale della Dda - s'inquadra nell’ambito di quella che viene oramai classificata comunemente la “Quarta Mafia”, localizzata in Provincia di Foggia, con influenza specifica nella cittadina di Vieste. La stessa è caratterizzata dalla crudeltà dei metodi adottati dagli affiliati nella realizzazione degli scopi illeciti, dall’alto coefficiente di violenza e dall’uso spregiudicato di armi lunghe quali in particolare i micidiali fucili AK-47 kalshnikov o i fucili calibro 12 caricati a pallettoni. Nel vertiginoso business criminale del traffico delle sostanze stupefacenti, Vieste risulta essere il fulcro centrale dell’intera attività, in virtù principalmente del grande afflusso turistico che caratterizza la cittadina garganica. Un vero e proprio "hub" nello smercio di droga".


Vieste 16 novembre 2019