19/09/2018| 1730 articoli presenti
 

Baschi Rossi in azione anche a Vieste
Oggi parte la sede in Foresta Umbra
I Cacciatori del Gargano sono realtà

Baschi Rossi in azione anche a Vieste
Oggi parte la sede in Foresta Umbra
I Cacciatori del Gargano sono realtà

    VIESTE – Un'inaugurazione in grande stile quella che vede il Gargano come destinazione per il ministro della Difesa e il comandante generale dei Carabinieri. Questa mattina alle 10, nella base di Jacotenente, verrà inaugurata la sede dei Cacciatori del Gargano, un reparto in forza all'Arma, che è stato formato sullo stesso modello degli altri già esistenti in Sardegna, Sicilia e Calabria.

     Dopo l'ultima strage dell'anno scorso, con le uccisioni di due contadini innocenti nelle campagne tra S.Marco in Lamis e S.Giovanni Rotondo, la svolta tanto attesa quanto mai realizzata di un potenziamento delle forze dell'ordine. L'allora ministro degli Interni Minniti spedì a S.Severo un grosso rinforzo per quanto riguardava la Polizia e fu approvato a tutti i livelli di competenza un analogo provvedimento per potenziare i carabinieri.

    Questi ultimi dal canto loro avevano già reparti speciali e specializzati nella repressione antibanditismo. Negli anni '60 tutta Italia scoprì che in Sardegna l'Anonima Sequestri, come vennero ribattezzati i gruppi di pastori malavitosi che rapivano i più ricchi per chiederne il riscatto, aveva creato una rete delinquenziale di prima grandezza.

    Di qui la scelta di creare militari con capacità di indagine in ambienti montuosi, capaci di restare per giorni lontani da ogni centro abitato, capaci di stanare da ogni caverna i latitanti, di intercettare armi e armati che venivano forniti dai favoreggiatori.

     Quel modello ebbe successo e fu replicato per analoghe emergenze di mafia nelle altre regioni dove c'era la stessa presenza criminale nelle campagne. E solo ora si è arrivati a fare altrettanto per la mafia garganica, di cui per tre decenni si è sistematicamente negata l'esistenza, anche a livello giudiziario.

   Con i “Cacciatori” sistemati nel cuore del Gargano, con un proprio organico, fuoristrada ed elicotteri, si è voltato pagina? I “Baschi Rossi” - così vengono ribattezzati i carabinieri che operano in tuta mimetica per il colore del cappello – rappresentano il momento in cui lo Stato e le sue articolazioni territoriali la smettono di voltar la testa dall'altra parte.

   Probabilmente sì, soprattutto se ci sarà continuità nel lavoro. Sinora, con poche decine di uomini presi a rotazione dai “Cacciatori” di altre regioni e spostati d'urgenza in tutto il Gargano, si è cominciato a setacciare il territorio, tra masserie, doline, inghiottitoi, cisterne sepolte da decenni. E i risultati in armi e droga, oltre che in nascondigli e refurtiva, è iniziato a venire fuori.

   E' un caso che quest'anno non ci siano stati incendi sul Gargano? Nei prossimi mesi e anni vedremo e giudicheremo i risultati.

  Nel frattempo la presenza annunciata per oggi nel cuore della Foresta Umbra del ministro della Difesa Elisabetta Trenta e del comandante generale dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri, è un segnale forte della volontà dello Stato e di questo governo di combattere una malavita che ha superato ogni livello di eversione.

    Come e più dei terroristi, il modello organizzativo e sociale dei malavitosi di casa nostra e soprattutto i fortissimi collegamenti con camorra e ndrangheta, hanno trasformato il Gargano e la provincia di Foggia in un avamposto per il traffico internazionale di droga.


5 settembre 2018