11/12/2018| 1737 articoli presenti
 

Isola pedonale
vietata a Vieste
anche ai pony
No alle passeggiate
per strada

Isola pedonale
vietata a Vieste
anche ai pony
No alle passeggiate
per strada

  VIESTE  -- Un'ordinanza del sindaco Nobiletti vieta l'utilizzo dei pony nella villa comunale per fare la passeggiata con i cavallini che da anni fanno compagnia ai più piccoli.
   La sanzione? La confisca dei quadrupedi che verranno sorpresi all'interno dell'area pedonale. Nessuno sconto sia per chi usa i cavallini per vendere passeggiate di pochi passi e molte foto, nè per gli spiritosi che fanno i fenomeni montando cavalli più grandi per farsi vedere al piccolo trotto su corso Fazzini. Magari questi ultimi passano in via eccezionale ma l'ordinanza è inflessibile.
  Richiama vari passi del Codice della Strada, a cominciare dal fatidico articolo 7, e passa poi agli altri commi che riguardano leggi e regolamenti comunali.
  La ragione ufficiale del provvedimento?
  Naturalmente l'igiene. In parole povere: la cacca dei pony sarebbe intollerabile. Lo è di sicuro per i venditori di pizza che hanno trasformato le strade di tutti in ristoranti all'aperto, davanti a piccoli laboratori che potrebbero vendere solo tranci da asporto.
Ma si sa, i pony non votano mentre i ristoratori sì. E quindi via ai divieti anche perchè molti viestani e turisti, in nome di una nuova sensibilità animalista, non accettano di vedere utilizzati per ore i poveri cavallini.
   Detto per inciso: visto che l'ordinanza spinge le attività equestri fuori dal centro abitato, ecco che i proporietari dei pony si fanno vedere sulle spiagge, offrendo i loro servizi di giorno anzichè di notte.

  E voi che leggete, siete d'accordo? Scriveteci, riporteremo le vostre opinioni.
  Per parte nostra ricordiamo solo la grande, fantastica tradizione di asini, muli e cavalli che sono stati per millenni compagni di lavoro e ricchezza per il territorio viestano. Colline e boschi potevano essere sfruttati solo grazie a loro e non c'era fondo o casupola in paese che non avesse una minuscola stalla. D'estate e d'inverno portavano legna, olive, orci d'acqua e altri prodotti sino ai punti più sperduti. Ma quella storia è finita trent'anni fa, in un paio di stagioni. I motocarri hanno preso il sopravvento e anche nelle campagne gli ultimi due aratori esperti che usavano il mulo per le arature degli ulivi in collina hanno smesso l'attività una decina di anni fa.
   Tutto finito.
   Che poi i pony servissero solo come piccole giostre viventi per le passeggiate in villa è tutta un'altra storia, che nulla ha a che fare con il lavoro di quei 25 mila quadrupedi che sino a prima della guerra erano il motore dell'economia del paese.

17 luglio 2018