19/11/2018| 1737 articoli presenti
 

Vieste, Gianmarco Pecorelli
ucciso tra Piano Grande e Mandrione
Ferito con lui Christian Trimigno

Vieste, Gianmarco Pecorelli
ucciso tra Piano Grande e Mandrione
Ferito con lui Christian Trimigno

VIESTE  -- Il terzo morto ammazzato del 2018 nel regolamento di conti della mafia garganica è Gianmarco Pecorelli, 22 anni, ucciso poche ore fa in un agguato al Mandrione mentre percorreva a bordo di un uno scooter, non una auto come inizialmente trapelato, la strada statale 89 in direzione di Vieste.
  Assieme a lui è rimasto gravemente ferito Christian Trimigno, 32 anni, padre di un bambino di due anni e che è stato immediatamente trasferito in ospedale per essere curato.

  Il Pecorelli, anch'egli padre di una bimba non ancora in età scolare, viene ritenuto vicino al clan che ora fa capo a Perna, una delle fazioni che si oppongono al clan Raduano. Nel settembre 2015 fu arrestato con 55 grammi di cocaina dagli agenti del Commissariato di Manfredonia. In quell'occasione nell'operazione di sequestro, passò alla cronaca anche suo padre che si scagliò contro gli agenti: "Ma in fondo che ha fatto? Manco fosse un chilo di roba. E poi voi non avete niente di più serio da fare? Perchè non ve la prendete con i pezzi grossi?"
  Queste in buona sostanza il contenuto del discorso così come fu raccontato dagli inquirenti ma ad ogni buon conto Pecorelli non lasciò le compagnie che frequentava da prima e nella contrapposizione frontale tra i clan è stato ritenuto, a torto o a ragione lo vedremo, arruolato con i Perna e di conseguenza nemico degli amici di Raduano, finendo nel mirino dei killer.
  Sino all'epilogo finale di questa mattina.

   Dopo l'agguato la strada per Vieste è stata bloccata dall'arrivo delle gazzelle dei carabinieri che hanno sigillato il luogo della sparatoria per carcare tra cespugli e macère i bossoli eventualmente esplosi e tutti gli indizi utili per arrivare all'identificazione degli assassini. Quanti erano? Anche qui è ancora mistero fitto visto che ufficialmente non ci sono dettagli.
  Quanto a un'ulteriore atto di guerra all'interno della mafia garganica per conquistare l'egemonia a Vieste nessuno ha dubbi.

  Il rafforzamento dell'apparato repressivo e l'annunciato completamento del nucleo di 75 carabinieri specializzati che costituiranno i Cacciatori del Gargano non hanno scalfito la marcia di guerra tra i malavitosi in armi che regolano i conti a colpi di kalashnikov, pistola e fucili calibro 12.

   Chi si illudeva che le retate di maggio, con le sbarre per capi e sottocapi e cregari di entrambi i clan, avessero fatto da calmiere negli scontri è stato servito. E anche smentito dai fatti.
  Con l'omicidio della scorso anno in via Battisti di Trotta, in pieno centro, e in pieno giorno e in piena estate, la dichiarazione di guerra è stata ufficiale. La consolidata regola sotterranea di fermare le ostilità durante l'estate per non turbare i turisti nè disturbare gli affari di albergatori e soci, è semplicemente saltata per aria.

   "Niente accordi, terra bruciata. Niente feriti. Niente prigionieri". Sembrano essere queste le direttrici di marcia degli sfidanti, dei gruppi di fuoco che fanno capo a Marco Raduano, dopo l'omicidio di Angelo Notarangelo, il boss Cindarijdd.

  Gli omicidi, sempre a Vieste, di Giambattista Notarangelo il 6 aprile di quest'anno e due settimane dopo di Antonio Fabbiano, il 25 aprile in corso Tripoli, hanno allungato la contabilità degli oltre 300 morti in 30 anni di guerra della mafia garganica e di cui sino a pochi mesi fa si negava persino l'esistenza.

  Quanto a Trimigno le sue condizioni sono molto gravi. Anche per lui un passato fatto di entrate e uscite dalla galera per vari reati, ma anche di lavoretti presi qui e là per mandare avanti la famiglia. Ma il gorgo delle amicizie pericolose di cui era fieramente parte lo ha risucchiato dentro per l'ennesima volta, nonostante la buona volontà dei parenti che si sono adoperato per tenerlo lontano dagli specialisti in droga e furti.

19 giugno 2018

h. 14.52

(Nella foto a sinistra  Gianmarco Pecorelli, a destra Christian Trimigno)