18/06/2018| 1704 articoli presenti
 

I Cacciatori
non si fermano
neppure oggi
Catturato Carpano
dopo il latitante
Della Malva

I Cacciatori
non si fermano
neppure oggi
Catturato Carpano
dopo il latitante
Della Malva

   VIESTE  --  La festa di S.Maria 2018 sarà ricordata anche per un altro aspetto, non meno importante per la convivenza di ogni giorno.
   Dalle prime luci dell'alba il centro di Vieste è stato nuovamente sigillato da decine di uomini dei Baschi Rossi e altri reparti di carabinieri, in tuta mimetica e con le armi spianate che hanno perquisito abitazioni e altro.
   A finire nella rete è stato Pasqualino Carpano, 54 anni, che è stato trovato con 38 dosi di eroina per 20 grammi complessivi e 1300 euro, che i carabinieri ritengono di provenienza malavitosa.

  Ma giusto 48 ore prima un'altro nome di primo piano è finito nella rete degli appostamenti nelle montagne a sud di Vieste. 
     E' durata infatti 75 giorni la latitanza di Danilo Della Malva, 31 anni, il più ricercato dei malavitosi viestani, considerato il braccio destro di Raduano, leader degli scissionisti che combattono il clan dei Notarangelo.
   Ad arrestarlo sono stati i carabinieri con il reparto dei Cacciatori che gli hanno dato la caccia dal 23 febbraio scorso, dopo che la Guardia di Finanza aveva tirato le fila e inchiodato un gruppo di fuoco legato ai Romito di Manfredonia e che stava organizzando la fuga dal carcere di “Baffino”, ovvero Antonio Quitadamo, boss emergente di Mattinata.

In quell'occasione Della Malva riuscì a sfuggire all'operazione “Nel nome del padre” ma rimase fisso nel mirino cambiando nascondiglio da una masseria all'altra e alla fine è stato bloccato. Secondo i militari dell'Arma non solo è fedelissimo del capoclan Marco Raduano e vicino ai Romito; con il capoclan fu arrestato nell'autunno del 2016 quando ancora il suo omicidio non era neppure preventivabile. E invece Romito è stata la vittima eccellente della strage di mafia a San Marco in Lamis il 9 agosto 2017. I carabinieri già da qualche settimana avevano appreso che Della Malva potesse contare sull'appoggio dei mattinatesi.
Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato un fucile calibro 12 e alcuni appunti scritti a mano con una serie di nomi. Da quanti giorni si nascondeva lì? Pochi giorni secondo quanto affermano i “Cacciatori” che lo hanno stanato. Evidentemente Della Malva era già abituato a spostarsi di masseria in masseria, di notte o di giorno, avendo a disposizione tutta una rete di nascondigli e contatti, ma ma senza mai abbandonare il Gargano.
L'uomo si nascondeva in un casolare di campagna in una zona particolarmente impervia. "Il nascondiglio – hanno detto gli investigatori - era in una posizione strategica perché da un lato era ben collegato con una strada di transito, utilissima in caso di fuga improvvisa, e dall'altro era coperto da una fitta boscaglia”. Al momento dell'irruzione dei carabinieri in casa vi erano altri due uomini: un 50enne incensurato denunciato per favoreggiamento personale, e Matteo La Pomarda, 60 anni, proprietario del casolare, arrestato in flagranza di reato perché secondo l'accusa ha fornito al latitante vitto e alloggio.