23/09/2018| 1730 articoli presenti
 

Tra Vico, Vieste e il Gargano Nord
13 arresti per spaccio di droga,
armi da guerra ed estorsioni

Tra Vico, Vieste e il Gargano Nord
13 arresti per spaccio di droga,
armi da guerra ed estorsioni

    VICO DEL GARGANO – Non potevano mancare i viestani in manette nell'ultima operazione antimafia che venerdì all'alba ha portato agli arresti 13 persone tra Vico e Gargano nord, accusate di spaccio di stupefacenti in quantità, porto abusivo di armi anche da guerra, estorsione, danneggiamento aggravato e ricettazione.

     Gli altri arrestati sono di Vico del Gargano (da cui proviene la maggioranza degli indagati), Ischitella, San Severo, Rodi Garganico e Foggia. I carabinieri sono convinti di aver sgominato il clan emergente della zona e hanno chiamato l'operazione Santa Muerte, dal nome della pseudo santa patrona dei narcotrafficanti messicani: la sua immegine era sul petto del boss dell'organizzazione.

  L'indagine sono iniziate sette mesi fa da una perquisizione effettuata d’iniziativa alla ricerca di droga. In quell'occasione non trovarono stupefacenti ma il resto del corredo per lo spaccio: il materiale per confezionare e sigillare le singole dosi da vendere, un taccuino con un elenco di nomi, soprannomi e cifre.

   Di lì partirono le intercettazioni che puntarono subito su Donato Elia Monaco, che appariva a tutti gli effetti come il boss che controllava lo spaccio nei comuni del nord Gargano, offrendo cocaina, hashish e marijuana dopo aver eliminato o assoggettato gli altri piccoli spacciatori, minacciando chi non accettava la sua legge.

   Concorrenti e acquirenti in ritardo nei pagamenti venivano infatti picchiati e minacciati, divenendo in alcuni casi vittime di attentati dinamitardi e di estorsioni.

    In un'occasione infatti, aveva fatto saltare una bomba rudimentale a Vico tra la porta dell'abitazione e l'auto di un debitore per droga. Paolo Monaco, invece, in un’occasione aveva violentemente picchiato un pusher concorrente, provocandogli varie fratture.

   I due, assieme a Luca Bisanzio, avevano preso come pegno l'auto di un cliente in ritardo nei pagamenti, restituendola soltanto dopo aver ottenuto il pagamento del debito.

     L’indagine ha inoltre permesso di appurare che il gruppo criminale aveva nella propria disponibilità anche armi clandestine, una addirittura da guerra. Donato Elia Monaco si era procurato due pistole, che aveva poi nascosto in un terreno in località “Mannarelle” di Vico del Gargano e che aveva usato, secondo le indagini dei carabinieri, per minacciare debitori e concorrenti.

    Ma non è tutto. Dal nascondiglio le pistole le avrebbe tirate fuori, come risulta dai verbali, per gambizzare un vichese che non aveva pagato una partita di cocaina. Una punizione ben più grave, invece, il gruppo aveva in serbo per un concorrente che non si era piegato ai loro diktat e aveva continuato a spacciare in proprio. Donato Elia Monaco non ci aveva visto più e aveva deciso di fargliela pagare in maniera eclatante. Si era infatti procurato una pistola mitragliatrice, e aveva dichiarato di uccidere il rivale in affari in più di un'occasione.

   Qual'era l'obbiettivo finale, un ferimento o l'omicidio? L'intervento dei Cc di Vico li ha fermati.

    Così sono stati arrestati in flagranza di reato Donato Elia Monaco, Paolo Monaco, Michele ed Emilio Tricarico per detenzione e porto illegale di arma da guerra. I quattro, tutti di Vico, avevano comprato l’arma a San Severo da un pregiudicato, grazie all’intermediazione di Carmine Palumbo e Angelo Sparanero. I militari li hanno bloccati mentre da S.Severo stavano portando a Vico la mitragliatrice Skorpion parabellum 7.65, in auto, completa di 2 caricatori e 30 munizioni.

    Il principale canale di approvvigionamento dello stupefacente è invece risultato essere il foggiano Giovanni D'Atri, mentre per la marijuana gli acquisti erano effettuati con le mafie albanesi.

    La riprova? Il sequestro, a quando risulta dalle indagini, di un carico di 21 chili, depositato sulla spiaggia di Calenella, a Vico, e destinato proprio a Donato Elia Monaco.

    Le indagini, durate circa cinque mesi (novembre 2016 - marzo 2017), hanno consentito di recuperare tre armi (due pistole e una mitraglietta da guerra) col relativo munizionamento, nonché ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, per un valore complessivo di circa 150.000 euro, mentre l’attività tecnica ha consentito di accertare circa 1500 episodi di spaccio e di approvvigionamento di stupefacenti di ogni genere e tipo, per un giro d’affari complessivamente stimato in circa 300.000 euro.

    La custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di Donato Elia Monaco, 27 anni, Paolo Monaco, 25 anni, Giovanni D'Atri, 30 anni, Michele Del Conte, 29 anni, Carmine Palumbo, 37 anni, Angelo Sparanero, 47 anni. Arresti domiciliari invece per Daniele Giocondo, 26 anni, Nunzia Pagano, 43 anni, Mario Del Conte, 27 anni, Michele Del Conte, 28 anni, Gianluca D'Ambrosio, 21 anni, Giovanni Giovanni, 23 anni. Infine solo obbligo di dimora nel comune di residenza Luca Bisanzio, 32 anni.

Le operazioni si sono svolte con la partecipazione dei carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano, con le compagnie del Comando Provinciale di Foggia, degli Squadroni Eliportati "Cacciatori", delle Compagnie di Intervento Operativo dell'11° Reggimento Puglia e delle unità antidroga del Nucleo Cinofili di Modugno.

5 maggio 2018