23/10/2018| 1734 articoli presenti
 

Quei viestani in missione per fare il tifo nella festa folle della Roma contro il Barcellona

Quei viestani in missione per fare il tifo nella festa folle della Roma contro il Barcellona

VIESTE  -- Andata e ritorno da Roma in giornata, con il rientro alle 3 a Vieste, nel cuore della notte, con l'adrenalina a mille per uno di quei miracoli calcistici che vanno contro ogni regola.

Eppure quando Vincenzo Disanti, avvocato del lavoro, e due suoi amici con cui condivide da sempre la passione giallorossa, sono partiti per la Capitale, non avevano grandi speranze.
"Certo che nei miracoli ci si può credere - dice al ritorno in un mercoledì mattina che profuma di vittoria e di stanchezza dopo ore di urla e tifo sugli spalti dell'Olimpico -  Ma dopo quel 4-1 dell'andata a Barcellona, con i nostri che sono finiti sotto per errori e altro come si poteva immaginare di trovarci lo squadrone catalano così svuotato? La Roma dall'inizio ha cominciato a caricare a testa bassa per la sua missione impossibile e il gol di Dzeko dopo i primi cinque minuti del match ha suonato la carica. Loro non sono più riusciti a chiudere, a creare gioco perchè i nostri campioni li ubricavano con la corsa su tutte le palle e quindi hanno perso la testa. Il rigore realizzato da De Rossi li ha stesi e a quel punto tutto lo stadio è diventato un solo uomo con i dodici in campo perchè l'impossibile stava diventando possibile. Un'azione dopo l'altra, un assedio senza fine alla loro porta e alla fine, a pochi minuti dalla fine il gol di Manoles ha riportato la Roma in Champions, in semifinale, dove mancava dal 1984. Una notte da sogno".

Nella cartolina della serata ci sta tutto, i commenti e gli scongiuri in viestano con gli amici, che sono poi la piccola avanguardia di una trentina di tifosi giallorossi e che tutte le sante domeniche commentano sul corso a Vieste i risultati della squadra del cuore. E Poi ancora il biglieto conservato come una reliquia.

Anzi, l'avvocato ha persino fatto di più. Visto che le volte in cui va  a seguire la squadra del cuore si contano solo sulle dita della mano, si è portato dietro la maglietta romanista. Lui, cocciuto e metodico legale nella vita di tutti i giorni, ha dato sfogo all'intero armamentario anti-jella, maglietta della squadra compresa. 

L'ha indossata. E la Roma ha vinto. Comunque sia è stato un risultato che resterà nella storia del calcio e nella storia personale di tre tifosi che non hanno perso la speranza.
E per la semifinale vada come vada. 

11 aprile 2018