19/09/2018| 1730 articoli presenti
 

Vieste, hanno sparato a Raduano
nel giorno della protesta antimafia
La vittima portata in ospedale

Vieste, hanno sparato a Raduano
nel giorno della protesta antimafia
La vittima portata in ospedale

VIESTE – Al termine della giornata nazionale contro le mafie, una parte della malavita garganica sceglie di regolare i conti contro Marco Raduano, 33 anni, soprannominato "Pallone", già luogotenente di Angelo Notarangelo (Cindarijdd) e ora contrapposto al suo ex clan in un duello mortale.

L'agguato è avvenuto poco prima delle 20 ma i sicari, o comunque quelli che hanno provato a sparargli, non sono riusciti nel loro intento. Raduano è stato trasportato d'urgenza a S.Giovanni Rotondo e non è in pericolo di vita. Ma il fatto che i suoi nemici abbiano scelto proprio il 21 marzo per colpirlo non è casuale. Una data studiata a tavolino per mandare un messaggio in tre direzioni. In primo luogo al diretto interessato, anche se le indagini dovranno capire se si è trattato di un avvertimento o di un vero è proprio tentativo di omicidio che è andato a vuoto. Dall'altro il messaggio è stato indirizzato ai suoi sostenitori, per far capire che la guerra è in corso e che nessuno deve sentirsi al sicuro. E che nonostante le continue perquisizioni, gli arresti, le armi ritrovate, i cadaveri che spuntano dalle gravine, a ripetizione, per regolare vecchi conti, la guerra continua. Come prima e più di prima. Ma soprattutto il messaggio è rivolto allo Stato, con un guanto di sfida che ha pochi uguali.

Non è solo la data simbolo, l'omicidio fallito quando tra Foggia e Gargano sono arrivate 50 mila persone e sono scesi in manifestazione i big della politica e massimo è stato lo spiegamento di forze per garantire la riuscita della mobilitazione. Il messaggio è chiaro: “Ce ne infischiamo di tutte le proclamazioni, le mobilitazioni, il dispiegamento di forze e anche il potenziamento delle divise nelle campagne, i rastrellamenti”. Insomma, una prova di forza vera e propria, che ha per posta non i simboli ma il controllo del territorio alla vigilia (forse) dell'insediamento dei Cacciatori del Gargano (o come si chiameranno i carabinieri che opereranno al posto dei colleghi Carabinieri di Calabria e Carabinieri di Sardegna).

La sfida è anche contro Libera e tutta la società civile, la mafia garganica non molla la presa e lo fa con un regolamento di conti per il predominio del Gargano, anche se anche il consiglio comunale di Mattinata è stato appena sciolto per infiltrazioni mafiose.

21 marzo 2018

ore 23