19/09/2018| 1730 articoli presenti
 

"Sanità a Vieste,
zero risposte
sulle necessità
della popolazione
per tutto l'anno"

   VIESTE – Le code e le attese esasperanti degli ultimi giorni al Cup sono solo l'ultimo atto di una lunga serie di manovre che hanno impoverito l'assistenza sanitaria nella nostra amata cittadina.

    Trasloco di medici specialisti, riduzione di personale agli sportelli, mancanza cronica di attrezzature (e di persone in grado di farle funzionare) sono le manovre portate avanti sistematicamente negli ultimi due anni nel silenzio delle istituzioni, a parte la mobilitazione del Comitato che si batte per salvaguardare e migliorare il Pronto Soccorso.

    E dire che anche la martellante opera di sollecitazione della consigliera Rita Cannarozzi ha messo al corrente il consiglio comunale davanti alle sue responsabilità. Ma il silenzio è rimasto uguale. Dal grande incontro pubblico di alcuni mesi fa al cinema Adriatico all'interrogazione di due settimane fa, la Cannarozzi si è trovata di fronte a un muro di silenzi.

     “Da settembre a oggi – attacca la consigliera di nella sua lettera aperta al sindaco – abbiamo ottenuto due risultati, cioè l'arrivo della macchina per la Risonanza Magnetica e la garanzia che a Vieste resterà il Punto di Primo Intervento”.

      A questo punto occorre fare una precisazione, per chi non ha dimestichezza con i termini tecnici della burocrazia sanitaria. Su Vieste ci sono da anni manovre neppure tanto mascherate per togliere anche quello che c'è, dal punto di vista della sanità pubblica: tutto si gioca sulle sigle che corrispondono ad altrettanti progetti (e prestazioni) della macchina sanitaria. In parole povere: se a Vieste negli spazi del Pronto Soccorso c'è il PPIT (ovvero Punto di Pronto Intervento Territoriale) resta solo l'ambulanza e il personale per l'emergenza degli incidenti stradali o sul lavoro e poco più.

   Se invece resta il PPI, ecco che Vieste dovrebbe cominciare a diventare quel grande poliambulatorio superattrezzato dove ci sono anche impianti per radiografie, radiologie e altro, con relativo personale in grado di farle funzionare, ovvero di consegnare i risultati delle analisi dopo poche ore e non dopo settimane, come avviene ora.

     E ora andiamo avanti, ma tenendo presente che il mastodontico impianto di Risonanza Magnetica è fermo ad ammuffire. Chi si prende una frattura deve arrangiarsi.

    “Come ripetiamo da due anni a questa parte le priorità dell'assistenza sanitaria a Vieste – ribadisce la dottoressa Cannarozzi - sono senza risposta. Mi riferisco al potenziamento della specialistica ambulatoriale, ulteriormente impoverito, come quantità e qualità. Per il Ppi siamo ancora qui a reclamare la seconda ambulanza medicalizzata, la disponibilità di minilab non solo d'estate e la disponibilità di strumenti idonei come radiografia e radiologia almeno 12 ore al giorno, che sono molto più utili dell'impianto di Risonanza per le nostre necessità, anche d'estate. Per non parlare poi dell'assistenza ai nostri malati oncologici che meriterebbero una buona assistenza a Vieste. Caro sindaco, hai qualche risposta precisa?”


In due settimane non c'è stata nessuna risposta.


4 marzo 2018