12/12/2017| 1660 articoli presenti
 

Tesseramento Pd a Vieste tutto fasullo
Il segretario regionale spedisce
Rignanese come commissario

Tesseramento Pd a Vieste tutto fasullo
Il segretario regionale spedisce 
Rignanese come commissario

    VIESTE - Nel Pd viestano è la bufera perfetta, come il temporale improvviso che ha inzuppato il paese questa sera.

   Dopo che il responsabile regionale del tesseramento ha azzerato tutti gli incarichi per i ricorsi sul tesseramento presentati per il 2016 e il 2017, è arrivato il colpo del commissariamento del circolo.

     Nessun appello, nessun gioco di parole, nessun trucco: il segretario del Pd regionale, Marco Lacarra, ha scritto alla Direzione nazionale, alla Federazione di Foggia e ovviamente anche al Pd viestano per comunicare una decisione tanto inevitabile quanto irrevocabile.

   “Preso atto – scrive Lacarra – della decisione della Commissione Regionale di Garanzia che ha sancito l'irregolarità tanto del tesseramento 2016 quanto di quello del 2017, ed essendo impossibile garantire l'agibilità politica all'interno del circolo di Vieste e l'espletamento del congresso cittadino attraverso un civile e corretto confronto, decide di rinviarlo e di nominare Generoso Rignanese come segretario del Circolo Pd. In questo modo si potrà assicurare in tempi rapidi la celebrazione di un congresso che restituisca piena agibilità politica”.

   “Tutto sbagliato, tutto da rifare” hanno sentenziato i saggi nel loro responso, e il responsabile del partito ha allargato le braccia e si è rassegnato a firmare quello che non avrebbe mai voluto.

   Che cosa dice infatti il documento, traducendo dal politichese all'italiano?

   Primo. I dati del tesseramento 2016-2017 non hanno nessun valore, sono numeri che valgono come le previsioni del Lotto.  Pertanto schieramenti e cariche elettive, con relative maggioranze emerse in seguito al tesseramento, sono fasulle. Non sono veritiere insomma; anche se non scende nei dettagli Lacarra dice e scrive che la conta degli iscritti è stata irregolare, forzata e falsata.

   Secondo. In modo ineccepibile viene confermato, al di là di ogni dubbio, il mercato sul tesseramento nell'ultimo biennio. Un fenomeno nato dopo la scissione che ha dimezzato le tessere alla vigilia delle ultime elezioni. Dei 50-60 iscritti del 2015 si arriva a poco più di una trentina per effetto della scelta di usare la sigla Pd nella coalizione sponsorizzata da Rosiello.

   Subito dopo però c'è il miracolo; non la moltiplicazione dei pani ma quello dei tagliandi con lo stemma del partito di Renzi.    Quando pochi mesi dopo si va alla conta per le primarie, gli iscritti si moltiplicano. Anzi,  quadruplicano, arrivando a toccare una cifra vicina alle 120 tessere. Ecco come racconta i fatti il protagonista del ricorso, Paolo Prudente, oggi presidente del consiglio comunale di Vieste, nonché eletto in maggioranza e fondatore del raggruppamento “I democratici” assieme a Rita Cannarozzi.

Mi sono accorto che qualcosa non andava per il verso giusto – racconta – quando ho incontrato un albanese di cui sapevo che non avevma chiesto l'adesione ma di cui avevo visto l'iscrizione di due parenti stretti. Gli ho chiesto perchè non si era iscritto pure lui ed è cascato dalle nuvole. Non sapeva nulla della loro iscrizione e la escludeva. Di qui un approfondimento facile facile. Le regole per l'iscrizione, proprio per evitare certi giochetti, prevedono nello statuto Pd che gli iscritti presentino la domanda e paghino la quota minima, tra 10 e 15 euro, presentandosi di persone a un Ufficio Adesioni che deve essere predisposto solo a questo scopo. A Vieste non è successo nulla di tutto questo. Le liste con i nomi degli iscritti sono arrivate in blocco a Foggia, che ha dato il via libera. Così Dario Carlino, ovvero il regista dell'operazione, assieme allo sponsor che gli sta alle spalle nell'ombra e con quello ben più visibile in Regione, ovvero l'assessore Piemontese, hanno avuto via libera. Io ho fatto il primo ricorso, che è stato bocciato a Foggia, ovviamente. E io anche quest'anno ne ho fatto un altro, visto che la musica era la stessa, ma stavolta l'ho inviato anche a Bari dove è stato accolto. Poi però i responsabili della Commissione si sono rimangiati parzialmente la decisione e hanno azzerando entrambi i tesseramenti. Indovinate chi potrebbe essere stato che ha manovrato per questo parziale dietrofront? Bene, ora l'ultima parola tocca alla Commissione nazionale. Che succederà ora? Presumo nuove elezioni al circolo”.

A fregarsi le mani è pure Aldo Ragni che ha pure appoggiato un piccolo ricorso contro il tesseramento e che indirettamente è il beneficiario dell'ultima decisione, visto che anche lui era tra gli sconfitti.

Ora bisognerà vedere come andrà a finire.

  (Nella foto Paolo Prudente, primo da sinistra, a un assise Pd)

22 ottobre 2017