20/10/2017| 1655 articoli presenti
 

La curva assassina
colpisce ancora
Morto centauro
schiacciato da auto
fuori controllo

La curva assassina
colpisce ancora
Morto centauro
schiacciato da auto
fuori controllo

    VIESTE – Sempre loro, quelle maledette curve in discesa sulla litoranea da Vieste a Peschici, tra il bivio per Vignanotica e Baia Zagare.

    Domenica l'ennesimo tributo di sangue in quei tre chilometri che hanno visto una decina di incidenti mortali senza contare i tanti, troppi feriti. E l'altro giorno a morire è stato un motociclista svizzero, Peter Hardmeier, che viaggiava nella sua carreggiata a debita distanza dalla moglie che lo seguiva, pure lei sui una due ruote.

   Secondo le prime ricostruzioni una Opel Astra, con a bordo due stranieri, nel fare la curva è uscita fuori strada dopo una curva, ribaltandosi più volte su sé stessa e invadendo l'altra carreggiata.

   La vettura impazzita, completamente fuori controllo, è arrivata come un gigantesco incudine addosso al turista svizzero che è stato schiacciato: la moglie è rimasta sotto shock anche se è riuscita ad arrestare la sua moto e a cercare di prestare i primi soccorsi al marito rimasto schiacciato sotto le lamiere.

    Ma non c'era più nulla da fare. L'uomo è praticamente morto sul colpo.

    L'ennesimo incidente mortale ripropone la sicurezza di un tratto di strada, quello della Statale 89, che in una manciata di km ha totalizzato negli anni un numero di morti e feriti senza uguali. Per avere i dati esatti bisognerebbe rilevarer i dati di tutte le forze dell'ordine, compresa la Polstrada di Vieste e chiedersi: “Perchè questo record di strade insanguinate?”
   Non certo per le curve, identiche a milioni di altre in ogni altra strada di montagna. Il guaio è  che quell' asfalto  non tiene come dovrebbe e non ha più, in determinate condizioni meteo, quelle condizioni di sicurezza e aderenza per le automobili.

 Se in quei tre km maledetti si rifacesse l'asfalto con materiale drenante, antisbandamento e ad alta aderenza come accade sulla rete autostradale, ecco che delle banali curve non diventerebbero trappole mortali.

   Eppure i sindaci - sempre pronti a sbraitare quando si sentono pungere sulle loro maniacali competenze in campo edilizio -  sulla Mattinata Vieste e la mancata sicurezza stanno zitti o al massimo mandano lettere all'Anas, alla Regione, alla Provincia, al Ministero e a chiunque per chiedere interventi urgenti.

   Aria ai denti insomma. A Vico del Gargano ad esempio, nel penultimo Giro d'Italia, fu necessaria una caduta rovinosa di un grosso gruppo di ciclisti per spingere l'amministrazione a rifare proprio quella curva con un'asfalto adeguato.

    Fortuna che quest'anno, nel tratto micidiale Zagare-bivio di Vignanotica, il Giro d'Italia è arrivato da sud, in salita, e quindi le velocità erano molto più contenute.

   Dunque quanti morti ci vorranno per mettere mano almeno a quei soli 500 metri delle curve assassine?

26 settembre 2017

ThRba