12/12/2017| 1660 articoli presenti
 

Latitanza addio
Antonio Quitadamo
si è consegnato
ai carabinieri
Tentò rapina
tra Vieste e Mattinata

Latitanza addio
Antonio Quitadamo
si è consegnato
ai carabinieri
Tentò rapina 
tra Vieste e Mattinata

VIESTE - I carabinieri lo avevano segnato a dito e la sua latitanza, iniziata a settembre dopo l'ennesima estorsione, è finita domenica a Mattinata.

Antonio Quitadamo, 42 anni, soprannominato “Baffino” nel suo ambiente, si è arreso e si è consegnato ai carabinieri del paese in cui ha spadroneggiato sinora. I militari cantano vittoria anche perchè la decisione del capo-gang, come sottolineato in una nota ufficiale dell'Arma, arriva dopo una pressione a tutti campo effettuata con perquisizioni, controlli, verifiche, ispezioni sia nel posto dove abitava che presso le famiglie e le abitazioni di quelli che facevano parte del suo giro.

Da luglio – dicono i carabinieri - sono state incessanti le sue ricerche, rese più pressanti a seguito della formalizzazione, agli inizi di settembre, dello status di latitante e dall'impiego del personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, sin dal suo arrivo dedicato proprio alla zona di Mattinata. Sino alla sera prima del suo arresto sono state eseguite perquisizioni e rastrellamenti all’interno del Comune nei confronti di persone vicine al ricercato, con una vera e propria cinturazione del Comune. La pressione, così prolungata, delle ricerche, che hanno coinvolto tutto l'entourage, criminale e no, di Baffino lo ha quindi portato alla resa”.

Antonio Quitadamo, anche se aveva base a Mattinata è notissimo anche a Vieste perchè più volte, nel corso di numerose operazioni di polizia, è stato attivo nel territorio tra i due paesi. Indicato nelle indagini come il responsabile locale del clan Romito che alcuni vogliono maggioritario nella guerra di mafia del Gargano, viene ritenuto come uno dei protagonisti della malavita del nostro Promontorio. L'ultimo colpo – fallito - in grande stile è avvenuto proprio un anno fa. Il 31 ottobre 2016 fu arrestato mentre assieme ad altri complici stavano per dare l'assalto a un furgone portavalori sulla litoranea, tra Baia Zagare, tra Vignanotica e Vieste. Ci fu chi parlò all'epoca di una preparazione meticolosa da parte dei banditi, che avevano identificato il punto esatto dell'aggressione dopo aver verificato in quali punti non arrivavano i segnali telefonici, in modo da avere il furgone sotto un controllo totale, senza la possibilità di chiedere aiuto.

Ma la sua forza erano le estorsioni e su queste è caduto. Il proprietario di una villetta a Mattinata, originario di Monte Sant'Angelo, non aveva nessuna voglia di pagare i 1.500 euro al mese che gli erano stati richiesti in cambio di protezione e vigilanza. E neppure i 500 a cui Quitadamo era sceso dopo ripetute minacce, alternate ai saccheggi e ai furti nella casa della vittima. Così è scattata una denuncia dettagliata che ha portato a indagini adeguate e meticolose, finendo per trovare nel corso delle ultime perquisizioni anche la caldaia da poco rubata al proprietario della villetta. Com'è stato dimostrata la prova? Semplice, il numero di matricola dell'impianto era proprio quello segnato nella fattura d'acquisto e che era stato riportato nella denuncia.

Quitadamo dopo le procedure di rito è stato portato nel carcere di Foggia.

25 settembre 2017