24/09/2017| 1649 articoli presenti
 

Vieste, rientra l'allerta meteo
ma c'è chi paga di tasca sua
la pulizia dei canali alla Scialara

Vieste, rientra l'allerta meteo
ma c'è chi paga di tasca sua
la pulizia dei canali alla Scialara

   VIESTE – Se ieri è scattato il divieto del mercato per l'allarme di livello 1 della Protezione Civile provinciale che cosa accadrà quando arriveranno i prossimi temporali più forti?

    E ancora: se il sindaco ha cancellato il mercato quindicinale del lunedì per evitare situazioni di pericolo con un forte concentramento di persone nel piazzale del lungomare Europa, che cosa sta predisponendo per la pulizia dei fossati e dei canali di scolo di competenza comunale?

   Dove le tre alluvioni subite dalle campagne viestane negli ultimi cinque anni, forse varrebbe la pena di capire quali provvedimenti sono stati presi. Ad esempio, la situazione a San Luca è tornata uguale a prima della doppia esondazione che ha invaso il vicino frantoio dal canale lì a a fianco.

   Lo stesso vale per tutto il canale che scende da Tacca del Lupo e che finisce alla Scialara, verso la Testa del Ponte, a 3 km a sud di Vieste.

   C'è però chi in quella zona ci ha già rimesso per precedenti alluvioni e che si è studato dei rimpalli tra il Comune di Vieste e il Consorzio Bonifica Gargano: dietro il rimpallo sulle competenze c'è l'acqua che scende sempre a mare.

   Così Giovanni Latella, contitolare del Camping Adriatico che confina proprio con la struttura turistica, si è armato di buona volontà e si è rimboccato le maniche. Sul serio. Ha pagato di tasca sua la ruspa che ha ripulito, giusto ieri, la parte terminale del canale che raccoglie la pioggia, nel tratto che fa dal marciapiede dal lungomare Mattei – lato spiaggia - sino al mare. Dall'altra parte è rimasto tutto com'era prima anche a valle. Il confronto con le due foto non potrebbe essere più eloquente.

   Quanto alla Protezione Civile, visto che fra tre giorni inizia l'incontro nazionale con la Protezione Civile di tutta Italia a Castellaneta Marina  (ma il Comune di Vieste ha brillato per assenza anche quando gli incontri regionali erano a pochi km di distanza dalla sede di corso Fazzini), non sarebbe male che qualcuno andasse a dare un'occhiata.

    Il caso di Livorno è esemplare. Lì il sindaco 5 Stelle litiga con il presidente della Regione e invoca fulmini per l'allerta arancione e non rossa. Quest'ultimo, senza polemiche, ha spiegato – come sa chiunque apra una volta il sito ufficiale della Protezione Civile – che il colore non varia a seconda dell'intensità delle piogge previste ma dalla pericolosità dei corsi d'acqua pronti a riempirsi. Ovvero allerta gialla per i canali e i corsi d'acqua minori, rossa per quelli d'importanza nazionale.

   E visto che nei canali di Vieste, dalle colline al mare, ci sono rottami edili di costruzioni illegali e ignorate, oltre che frigoriferi rotti e vecchie lavatrici che tappano il deflusso delle acque, allora forse è meglio intervenire per tempo. Prima, cioè, di invocare l'evento meteo eccezionale come giustificazione per non aver pulito nulla.

  12 settembre 2017