28/07/2017| 1609 articoli presenti
 

Vieste, indagini
a tutto campo
per i responsabili
degli incendi
Ma finora
nessun indizio

Vieste, indagini
a tutto campo
per i responsabili
degli incendi
Ma finora 
nessun indizio

VIESTE  -- Come prevedibile i responsabili di 20 ettari e 800 olivi inceneriti sono rimasti nell'ombra. Anche se hanno dato fuoco da più punti e a poche ore di distanza l'uno dall'altro, i terroristi del fuoco hanno potuto contare sull'isolamento dei luoghi in cui hanno potuto agire. Le indagini continuano ma sinora non è stato trovato nulla.

   Tra le alture di Macinino, lungo la Statale 89 che porta verso Peschici, solo chi ha fondi agricoli o masserie vicine poteva fare caso a macchine o motorini passati da quelle parti. Ma che arrivino testimonianze da quelle parti non c'è da farci conto: chi ne era complice o rivale della masseria con i pascoli devastati e la vaccheria a rischio sino all'ultimo minuto non telefona certo ai carabinieri. E chi non è arruolato in nessuna delle fazioni dei due clan che si stanno contendendo la supremazia criminale a Vieste non ha voglia di diventare un bersaglio vivente.
  Chi ha colpito si è mosso con tranquillità e sicuro di aver preparato tutyto per fare un disastro. Non solo ha scelto - come da abitudine - le giornate con il vento, ma ha eluso anche le ronde improvvisate che alcuni proprietari della zona avevano allestito attorno ai fondi. E in zona c'era pure una pattuglia della Polstrada che fermava gli automobilisti per controlli di routine. Insomma, una sfida nella sfida. E visto il secco a terra e il vento le fiamme sono partitre subito con violenza.

  Così ora si cercano i vari tipi di innesco ma quanto a trovarli sarà peggio che cercare un ago nel classico pagliaio. Con mesi di siccità veramente poteva bastare un solo fiammifero, si fa per dire.
    Chi invece è stato denunciato per incendio colposo, uno tra i pochissimi identificati in Italia, è un agricoltore incensurato di 56 anni che è stato ritenuto il responsabile dell'incendio di inizio giugno a Mattinata. Sarebbe stato lui, secondo i carabinieri forestali, ad aver dato fuoco alle sterpaglie nel fondo dove lavora a Ombratico, una località nelle campagne del vicino paese garganico. Ma l'altezza delle fiamme e la velocità del vento gli hanno preso la mano mandando in cenere alberi d'alto fusto.

2 luglio 2017