22/04/2019| 1739 articoli presenti
 

Vieste, Ferragosto tutto esaurito
I fuochi salutano la notte dell'estate
Da oggi partenze alla spicciolata

Vieste, Ferragosto tutto esaurito
I fuochi salutano la notte dell'estate
Da oggi partenze alla spicciolata

VIESTE  -- Tanto per non sentirsi ripetere le critiche serrate su segnaletica e rifiuti, il Comune ha pensato bene di non lesinare sui fuochi artificiali. In un'occasione la precedente giunta economizzarono sulla festa dell'estate e si tirarono addosso fulmini da tutte le parti. Anche dai loro sostenitori.

   Così quest'anno il sindaco  Nobiletti e assessori vari erano chi in piazza e chi al lavoro ad applaudire le luminarie in cielo anche se il pensiero fisso andava alle cose da fare (molte), a quelle fatte (poche rispetto alla campagna elettorale) e a quelle ancora da iniziare (molte). Ma almeno per una sera si sono goduti la folla con il naso all'insù, tutti contenti di essere a Vieste anche con il tutto esaurito. Certo, il fascino del paese garganico è evaporato assieme all'olio fritto ma come si fa con una folla di 250 mila persone ad avere un rapporto personale con tutti?
  Chi ha improvvisato un campeggio fai da te sulla costa ha dovuto fare i conti con qualche controllo. Ma anche questo pedaggio, di gruppi di giovani che piantano le tende dove capita per veder l'alba a Ferragosto dopo la notte in spiaggia, è un ticket da pagare.

   Ma l'accoglienza turistica, calando la qualità dell'ambiente naturale, è fatta oggi, soprattutto, di efficienza dei servizi. E questo conta molto di più dell'ennesima strada in più, opera faronica che semmai allontana i turisti distruggendo campagne, oliveti e boschi.
  A dirlo non è un fanatico del cespuglio ma l'assessorato e la giunta della Regione Puglia. Messaggio rilanciato, forte e chiaro, da Franco Granata presidente di Confesercenti Foggia.
   "Per Confesercenti le caratteristiche dell’offerta in termini di qualità e fruibilità - afferma in una sua nota stampa - vanno considerate come prioritarie ancor prima dell’accessibilità fisica della destinazione. E su questo l'associazione concorda sulla strategia della Regione Puglia e dell'assessora Loredana Capone Puglia 365».
   Linguaggio un poco politichese? Ma Granata porta subito i numeri, prima quelli nazionali e poi quelli del Gargano.
«Tra il 2001 e il 2015 - spiega - gli arrivi in Italia sono aumentati del 50%, raggiungendo la soglia di 53 milioni ma questi maggiori arrivi non si sono, però, tradotti in proporzionali incrementi di entrate a causa di una minore permanenza (da 4,1 a 3,6 giorni tra il 2001 e il 2015) e della conseguente riduzione del 35% della spesa pro capite reale (da 1.035 a 670 euro)".
  Tradotto in spiccioli questo significa prezzi troppo cari per ciò che viene offerto. E il Gargano nostro? «La Puglia e il Gargano come la Daunia devono cogliere le opportunità dei flussi turistici che si stanno ridisegnando, devono assolutamente risolvere le problematiche della qualità dei servizi e l'accoglienza. La strategia del Turismo in Puglia “Puglia 365” mette in atto politiche adeguate per tutte le mete turistiche pugliesi; operatori e associazioni di categoria dobbiamo invece fare la nostra parte».

        «Sono i nostri principali mercati negli arrivi  – rimarca il direttore Granata - a subire importanti riduzioni della permanenza media. Il turismo, che interessa il nostro Gargano e i Monti Dauni, dalla Germania scende da 5,5 a 5,0, quello inglese da 4,3 a 3,8 ed il francese da 3,4 a 3,0. E in Italia oltre il 60% degli arrivi internazionali in Italia è assorbito da quattro regioni: Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio. Le regioni del Mezzogiorno attraggono appena il 12% degli arrivi ed il 14% delle presenze, evidenziando che il problema di queste regioni è solo parzialmente legato alla scarsa dotazione infrastrutturale mentre è fortemente connesso alla dotazione e qualità media dei servizi, ricettivi, di ristorazione, culturali e d’intrattenimento.
    Sulla scarsa attrattività del Sud nei riguardi del turismo internazionale esiste una lunga narrazione con la quale se ne attribuisce la responsabilità principalmente alla difficoltà di raggiungibilità delle destinazioni turistiche (carenza di infrastrutture) e in subordine al deficit di sicurezza (criminalità). Poco o per nulla si parla di accessibilità e qualità dei servizi".