23/05/2017| 1586 articoli presenti
 

Vieste, si vende faro
a Pugnochiuso
Torre Preposti,
finisce la sentinella
del mare

Vieste, si vende faro
a Pugnochiuso
Torre Preposti,
finisce la sentinella
del mare

VIESTE - E così anche il faro di Pugnochiuso andrà ai privati che ne faranno una dimora esclusiva per pochi facoltosi. E' questo il destino immediato di Torre Preposti, il faro che sino a ora era stato affidato alla Marina Militare. Assieme ad altri 19 gioielli del mare in tutta Italia, di cui quattro in Puglia, saranno messi all'asta a settembre, con un decreto di prossima attuazione.

     Si chiude così per sempre la storia di un faro attivato nel 1937, a 22 metri sul livello del mare e con una luce in grado, dall'alto dei suoi 62 metri d'altezza, di farsi vedere sino a 20-30 km di distanza. Per gli appassionati diamo le coordinate geografiche: Latitudine: 41° 47,0` N - Longitudine: 16° 11,5` E.

    Un faro dismesso da vent'anni e diventato famoso quando nel 1976 vi prese servizio, dopo un regolare concorso, l'unica donna farista d'Italia, Rita di Loreto che scelse di cambiar vita lasciando il suo lavoro a Milano per trasferirsi a Vieste.

    Il piccolo faro, a due passi dal complesso di Pugnochiuso che avrà tutto l'interesse a tenerselo ben stretto con una sua offerta, fu costruito sui resti di una delle torri di avvistamento in funzione anti-pirati, eretta nel sedicesimo secolo. Un sistema di allerta, attivato da Federico II nel Medioevo e che vedeva nel castello di Vieste il bastione di difesa per tutto il Gargano, che è durato sino a oggi, novecento anni dopo.

   Deve il nome al fatto che in quella sede furono attivi i “preposti”, sorta di finanzieri ante litteram, che avevano il compito di sorveglianti.

      Quali sono nel resto d'Italia le opere messe in vendita, anzi affidate in gestione per cinquant'anni, giusto per usare la foglia di fico del linguaggio governativo? Ovviamente quasi tutti al Sud perchè nei collegi elettorali degli uomini di governo fari e torri restano saldamente in mano pubblica per costituire un serbatoio di attrazioni per i turisti. Siamo dunque alla fase due delle privatizzazioni, dopo il bando di ottobre 2015 che ha visto l'aggiudicazione di 9 degli 11 fari proposti a investitori esteri, imprese locali e giovani imprenditori, società dell'industria turistico-ricettiva, associazioni esperte in tutela ambientale e in attività sociali.

    I numeri di quell'operazione? In tutto 6 milioni a cui vanno aggiunti i numeri proposti dal governo sulle mirabolanti ricadute economiche che vengono quantificate (non si sa come) in 20 milioni. E in più il solito corredino: 100 posti di lavoro. Se pagheranno, ripetiamo “se”, i vincitori dei bandi dovranno pagare un affitto complessivo di 340 mila euro di canoni all'anno per oltre 7 milioni di ricavi totali per tutto il periodo di affidamento. E soprattutto la cancellazione dei costi sostenuti per queste strutture pari a 210 mila euro annui come gestione ordinaria e 400 mila per interventi straordinari di messa in sicurezza.

  I ministri competenti parlano di cessioni "nel pieno rispetto della tutela e salvaguardia del territorio".  Ma ci mancherebbe! Vista come viene effettuata la salvaguardia del territorio dai vari governi che si sono succeduti sinora, nessuno escluso, c'è da stare tranquilli. Armiamoci di scarpe dunque, buona lena e macchina fotografica per vedere senza pagare cifre folli i nostri fari per l'ultima volta. Come zuccherino per la collettività nazionale l'Agenzia del Demanio prepara una serie di giornate aperte al pubblico in collaborazione con Touring Club e Wwf, per ospitare cittadini e privati che volessero visitare le strutture.

   “I tesori costieri italiani -  concludono al Demanio - potranno così essere riqualificati con un progetto imprenditoriale innovativo e sostenibile capace di accogliere attività turistiche e ricettive sul modello della lighthouse accomodation, o iniziativi ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo. Il riuso di questi gioielli del mare, oltre a incrementare il loro valore, potrà dunque contribuire "a promuovere l'eccellenza italiana nel mondo".         Insomma, una meraviglia.

    Ecco i10 fari in gestione a Difesa Servizi spa: Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR), Faro della Guardia a Ponza (LT), Faro di Torre Preposti a Vieste (FG), Faro di Punta Polveraia a Marciana nell’Isola d’Elba (LI), Faro Formiche nell’isolotto Formica Grande (GR), Faro di Punta Libeccio nell’Isola di Marettimo (TP), Faro di Punta Spadillo a Pantelleria (TP), Faro di Capo Mulini ad Acireale (CT), Faro di Capo Milazzo a Milazzo (ME) e Faro di Capo Faro a S. Maria di Salina - Isola di Salina (ME).

   Qui di seguito l'elenco delle 10 torri o edifici costieri in gestione all’Agenzia del Demanio che verranno cedute: in Campania, a Salerno, la Torre Angellara, in Sicilia il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, lo Stand Florio a Palermo, il Faro di Capo Zafferano a Santa Flavia (PA), il Faro di Riposto a Riposto (CT). In Puglia, la Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano (TA), il Convento S.Domenico Maggiore Monteoliveto e la Torre d’Ayala a Taranto. Salendo a nord, infine, in Emilia Romagna, il Faro del Po di Goro a Goro (FE) e in Veneto il Faro Spignon sull’isola di Spignon a Venezia.

27 luglio 2016