19/01/2018| 1664 articoli presenti
 

Trivelle, a Vieste ha votato oltre il 12%
No al petrolio sulle spiagge
Mobilitazione tra amici, partiti assenti

Trivelle, a Vieste ha votato oltre il 12%
No al petrolio sulle spiagge
Mobilitazione tra amici, partiti assenti

VIESTE – Affluenza  tra il 10/13 e il 15% nei seggi viestani alle 11 del mattino. E' questo il primo dato non ufficiale che si registra girando nelle scuole che ospitano le urne e che inducono all'ottimismo.

    IL DILEMMA DEL QUORUM   Si raggiungerà il quorum dei voti necessari in tutta Italia? Arriveremo ai 25 milioni di italiani ai seggi, visto che per questa volta – guarda caso – contano anche i 4 milioni di italiani all'estero?

E' questa la vera scommessa visto che i petrolieri mandano avanti Renzi, Guidi e la solita compagnia di furbetti del soldino che sparano numeri e frottole con la stessa semplicità.

Proviamo a fare due osservazioni ancora non dette a favore di chi si è speso per il Sì, cioè per il blocco delle trivellazioni in Adriatico a fine concessione? Noi siamo pr il Sì, a viso aperto, e non ci ascondiamo. Altri si muovono sotto il pelo dell'acqua e fanno di tutto affinchè gli italiani non sappiano e non scelgano. Bene, Renzi & soci sono in buona compagnia, come accadde con Craxi e Berlusconi quando invitarono il popolo tricolore ad andare al mare e disertare le urne.


La paura fa 90? No, 80. Tanti sono gli euro promessi da Renzi ai pensionati giusto per occupare le pagine e i minuti d'attenzione su giornali e telegiornali. Alla vigilia del referendum, quattro giorni fa, il premier che ha fatto finta di bloccare le trivelle petrolifere lo stesso giorno in cui la sua ministra dava il via libera con un decretino, scopre che i pensionati italiani sono pagati poco.

Mica male vero? Un premier che governa da 800 giorni si accorge che agli italiani di fare il bagno nel petrolio non piace proprio, mentre i sondaggi (segreti) confermano che le decisioni pilotate dalle compagnie petrolifere non vanno giù agli italiani. Il boicottaggio sul quorum conferma il terrore di affrontare a viso aperto la questione, privilegiando gli interessi dei suoi connazionali che di mare ci vivono contro quelle di poche ma potenti compagnie.

Vedremo domani la sintesi delle posizioni in gioco.

Per oggi basti dire che l'obbiettivo di tutte le regioni del Sud è quello di portare il maggior numero di elettori alle urne entro mezzogiorno di domenica, unica giornata per le votazioni.


Vi ricordate quando prendevamo come pazzi quelli che volevano trivellare l'Adriatico tra Gargano e Salento? Ebbene, il primo a considerare assurda quell'operazione è, senza dichiararlo, proprio Renzi e il suo governo. La ministra Guidi sotto inchiesta per Trivellopoli corre a giustificarsi nel tribunali, ma davanti alle coste della Toscana non c'è – guarda caso – la concentrazione di trivelle. E neppure davanti al Lazio o alla Liguria, bacini elettorali dell'80% del consiglio dei ministri.

Non è un caso che in Tv, ovunque e comunque, vengano interpellati come oracoli i presidenti di due regioni che hanno impianti petroliferi già in funzione, ovvero la Sicilia e l'Emilia Romagna.

Udite udite. Per le NUOVE trivellazioni - che ancora non ci - sono lamentano il pericolo di perdita di posti – già esistenti, per gli impianti già al lavoro – di 5 mila posti!

Numeri del lotto. Perchè non dovrebbero continuare a lavorare? Non si sa. E neppure si vergognano a nascondersi dietro una manciata di posti dopo i milioni di posti di lavoro persi negli ultimi anni. Che sono, se fossero veri, 5 mila cassaintegrati in più sul mezzo milione già esistente?

Balle, solo balle.

Dal Gargano e dalla Puglia deve uscire con il voto un messaggio unanime, al di là degli schieramenti politici. Dobbiamo dimostrare che vogliamo difendere turismo, pesca e agricoltura, unendoci ai migliori politici di OGNI schieramento che hanno avuto il coraggio di dichiarare che andranno a votare.

E che voteranno, vivaddio, per difendere i milioni di posti di lavoro legati a turismo, agricoltura e pesca.