21/07/2018| 1717 articoli presenti
 

Il Pd di Vieste
ricorre alla scomunica
dei concorenti scomodi
"Fuori Clemente
e pure Prudente"

Il Pd di Vieste
ricorre alla scomunica
dei concorenti scomodi

VIESTE -  Doveva succedere ed è successo. Con una scomunica in piena regola, per esorcizzare due dei candidati scomodi della lista rivale, la segreteria del Pd viestano ha chiamato in soccorso la segreteria provinciale - o una parte di essa - che ha risposto all'appello.
  Da oggi, ufficialmente, Paolo Prudente e Francesco Clemente non possono più presentarsi ai loro elettori reclamando la loro appartenza al Pd. Meglio: non possono presentarsi come viestani del Pd, perchè i proprietari del marchio e del nome sono quelli che si sono stretti attorno a Nicola Rosiello, ovvero i vincitori di misura della battaglia interna al Pd.

  Storia nota, vista sin troppe volte. Anche in altre formazioni. Chi si ricorda della Dc di trent'anni fa quando un candidato sindaco acquistò, letteralmente,  la candidatura a sindaco vincendo l'assemblea interna? Molto semplicemente erano apparse dal nulla poche altre decine di tessere: o meglio, era stata pagata la prima rata per ognuno dei nuovi iscritti che guarda casa votavano compatti per un solo candidato.

  E anche don Mimì Spina diventò sindaco e dovette portare ai berlusconiani di Foggia la prova di fedeltà e di radicamento territoriale, dovette faticare non poco per raccogliere il numero minimo di tessere.

  Ma è inutile ridere di questi fenomeni. Chi sostiene il gioco delle giravolte dà la colpa allo spirito viestano che non vuole mai schierarsi da una parte o dall'altra per lucrare a cose fatte da una parte o dall'altra.
  Insomma, sono tutti pronti a correre in aiuto del vincitore.

  Ma questa volta non è stato così. Il dissenso nel Pd, per anni sotterraneo, è esploso quando la capogruppo Pd in consiglio è corsa a salvare l'assessore Rosiello da un billancio al limite del commissariamento. Poi c'è stato il ricorso alle autorità interne del Pd.
  A dire il vero anche  Forza Italia sconfessò l'apparentamento con pezzi del Pd, ma alle parole non seguì nessun provvedimento. Solo parole.
  Questa volta invece il duo Prudente e Clemente ha seguito l'iter procedurale per chiedere conto al vertice provinciale delle scelte e, visto che non c'erano risposte vere, ha preso - sempre come Pd - altre strade. E ora i vincitori a livello locale reclamano la loro testa perchè disubbiscono ai loro diktat.
  Come andrà a finire?
  Ecco come il Pd foggiano sottoscrive la condanna verso i dissidenti.

  "Il Partito Democratico - è scritto in una nota stampa - ha scelto di sostenere la lista Futura ed il candidato sindaco Nicola Rosiello.

  Questo significa che nessuno può utilizzare il nome ed il simbolo del PD, sia nei social network che nelle piazze, per affermare una linea politica diversa e chiedere il voto per i candidati di altre liste.

   Diffido i signori Paolo Prudente, Francesco Clemente (per i quali è stata attivata la procedura di espulsione di fronte alla commissione provinciale di garanzia) ed altri all'utilizzo del nome e del simbolo del PD, che a Vieste è rappresentato esclusivamente dalla segreteria del circolo, Federica Castagnetti, e dal gruppo dirigente legittimamente eletto al congresso.

Chiedo agli stessi, o a chi per loro, di cancellare la sigla ed ogni altro riferimento al Partito Democratico dalla pagina Facebook “PD Viestano” per evitare il ricorso alle autorità competenti.

  Il PD è impegnato con tutti i suoi rappresentanti istituzionali a contribuire alla vittoria di Nicola Rosiello, come dimostrato dalla presenza a Vieste nei giorni scorsi del capogruppo alla Camera Ettore Rosato, del coordinatore del comitato di reggenza provinciale Michele
Bordo e della parlamentare Colomba Mongiello.