11/12/2018| 1737 articoli presenti
 

Mediterranea
sulla barca
gli specialisti
dell'inquinamento
di plastica
nel mare

Mediterranea
sulla barca
gli specialisti
dell'inquinamento
di plastica
nel mare

VIESTE - Ora è al largo delle Tremiti ma a breve passerà anche da Vieste.
E' questo l'obbiettivo della spedizione scientifica e culturale "Mediterranea" che per cinque anni navigherà a vela nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Rosso settentrionale, per scoprire le dimensioni dell'inquinamento da materie plastiche nel nostro mare.

Salpata il 17 maggio scorso da San Benedetto del Tronto, fa rotta oggi verso le isole Tremiti, con arrivo previsto in serata, dopo le tappe di Pescara e Termoli. Dall'arcipelago si muoverà poi lungo la costa della Puglia. 

A Bari, tra qualche giorno, saliranno a bordo anche i ricercatori del progetto "PlasticBusters" dell'Università di Siena, che proseguiranno su Mediterranea le loro ricerche scientifiche sulle plastiche riversate in mare. Le plastiche costituiscono un grande problema ambientale, sotto gli occhi di tutti, ma sconosciuto nei suoi effetti sugli organismi. PlasticBusters, che rappresenta la rete di ricerca Med Solutions, all'interno del progetto sulla sostenibilità promosso dall'Onu (Sustainable Development Solutions Network - UN SDSN) lavorerà per conoscere la distribuzione, la quantità e le tipologie di plastiche inquinanti presenti nel tratto della costa pugliese tra Bari e Otranto, per arrivare ad individuare gli effetti sulla fauna marina e sulla salute umana.
  Resta da capire perchè questa ricerca non venga estesa anche al nord della regione e soprattutto del Gargano che assieme al salento è uno dei due gioielli costieri della regione. 

  I ricercatori di Siena nello stomaco delle tartarughe hanno trovato fino a 143 frammenti di plastiche di tutti i tipi.
 Non è un caso: si calcola che dei 3 miliardi di rifiuti che invadono il Mare Nostrum, tra il 70 e l'80% sia infatti costituito da plastiche che contaminano gli animali e quindi la catena alimentare, non ultimo il pesce che arriva sulle nostre tavole. 

  "Progetto Mediterranea" collaborerà con i ricercatori di PlasticBusters, che dopo aver fotografato la situazione della presenza delle macro e microplastiche, ne indagheranno la natura e la provenienza. 

  Attraverso tecniche di biopsia, che non comportano danni per gli animali, e sofisticate analisi eco- tossicologiche, verrà controllato dai ricercatori senesi lo stato di salute di vari organismi campione, invertebrati marini, pesci, balene, squali e tartarughe, gli animali che per eccellenza subiscono i danni dell'inquinamento da plastica.

  Il progetto consentirà di creare delle mappe sulla presenza e gli effetti biologici della spazzatura in mare, per identificare e stabilire le aree da proteggere e inoltre proporre, sulla base dei dati scientifici raccolti, azioni di mitigazione sostenibili.

  Il progetto, della durata di tre anni, sta attualmente raccogliendo finanziamenti e prevede di toccare le principali aree "hot spot" e i porti dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, anche coinvolgendo ricercatori provenienti da diverse istituzioni di ricerca mediterranee e i principali soggetti coinvolti nei vari porti visitati.

  L'imbarcazione Mediterranea è stata messa a disposizione dei ricercatori di PlasticBusters, sia per effettuare prelievi e campionamenti in alcuni punti critici individuati lungo la rotta del Progetto Mediterranea, sia per le attività di disseminazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questi temi.