05/07/2022| 1793 articoli presenti
 

Vieste, alla Festa
della Marina
ricordi e sacrifici
degli uomini
tra le onde

Vieste, alla Festa
della Marina
ricordi e sacrifici
degli uomini
tra le onde

  VIESTE  -  Semplicità, dignità e onore. Sono stati questi i sentimenti di marinai ed ex marinai della Marina Militare che si sono ritrovati l'altro giorno per la festa dell'Arma.
   Un appuntamento, quello del 10 giugno, che viene ricordato con particolare intensità a Vieste, dove sono molti ad aver prestato il servizio militare sulle navi e nelle basi navali, quando il servizio militare era obbligatorio. Ma forse sono ancora di più i figli e i nipoti di quanti sono stati impegnati a vario titolo nella difesa dei confini marittimi che guardano alle divise bianche con nostalgia e simpatia.
 La mattina del 10 giugno si sono così ritrovati a decine nella chesa di Santa Maria delle Grazie per la messa celebrata da don Antonio Zoccano, parroco di Peschici.
   In prima fila il decano, ovvero il più anziani dell'Anmi di Vieste, che è stato anche il fondatore della sezione nell'ormai lontano 1978 e che oggi ricopre la carica onorifica di presidente emerito. E' stato proprio lui, originario di Sassari e sempre affettuosamente legato alla sua Sardegna, che arrivò a Vieste nel 1957 e nel nostro paese si sistemò definitivamente, mettendo su famiglia. Una volta in pensione mise insieme la prima squadriglia di colleghi che ancora non avevano un porto a erra dopo tanti anni passati sul mare. Così nacque l'Associazione Nazionale dei Marinai d'Italia a Vieste, un sodalizio che oggi conta più di una sessantina di soci tra le varie categorie ed è guidata dal presidente Antonio Mastromatteo, per molti anni in servizio a Vieste.
  Alla cerimonia religiosa e all'appuntamento della Festa della Marina non potevano mancare i vertici della forza armata che è presente a Vieste con due rami. Da una parte il Tenente di Vascello Dario Incalcaterra, a capo della Capitaneria di Porto, dall'altro il Luogotenente Giovanni Basta, comandante della Stazione Radar di Vieste che ha sede dell'antico castello che da secoli protegge la punta estrema del promontorio garganico.
 
   Ma perchè la festa cade proprio il 10 giugno? La Marina ha voluto dare solennità alla ricorrenza della cosiddetta Impresa di Premuda quando il 10 giugno 1918, a pochi mesi dalla fine della prima guerra mondiale, due Mas italiani armati di siluri, riuscirono ad affondare la corazzata austriaca Santo Stefano in piena notte. Quello che era uno dei gioielli della flotta imperiale navigava assieme a una squadra di una quindicina di navi da guerra dirette a sud, per forzare il blocco navale che da Otranto alla costa opposta bloccava i rifornimenti diretti a Vienna. E siccome con la rivoluzione appena scoppiata in Russia occorrevano le tonnellate di grano pronte a Odessa per sfamare i popoli dell'impero austroungarico, ecco che la flotta fu mobilitata per aprire un varco, Un corridoio dove far transitare le navi da carico con i cereali.
  Esattamente come si cerca di fare oggi con contendenti diversi ma con gli stessi problemi.

13 giugno 2020