23/11/2020| 1770 articoli presenti
 

Partita la strage degli alberi nella villetta Papa Giovanni XXIII di Vieste motoseghe al lavoro alle 7

Partita la strage degli alberi nella villetta Papa Giovanni XXIII di Vieste motoseghe al lavoro alle 7

  VIESTE - Sono iniziati questa mattina prima delle 7 i lavori per l'abbattimento dei pini nella villa Papa Giovanni XXIII. Di buon ora, quando la maggior parte dei viestani è tra il letto e il caffè in cucina, dirigenti e dipendenti della ditta De Grecis di Bitonto, incaricati dal Comune, si sono presentati all'appuntamento con le motoseghe ben oliate e i camion pronti a caricare i tronchi fatti a pezzi.

   Il rumore assordante delle macchine ha fatto il resto, dando un'immagine sonora, se così vogliamo chiamarla, di quanto stava accadendo in maniera irreparabile.

   Questa mattina, a differenza di ieri, i lavori sono iniziati seguendo le regole. E va bene che gli operai non avevano le mascherine, ma almeno il cartello di cantiere, con i dati del lavoro da fare, della delibera e il nome del responsabile ce lo hanno messo.

   “Ieri invece non c'era nulla perchè il titolare dell'impresa sosteneva che non ce n'era bisogno” commenta agrodolce Francesco Clemente, del gruppo “I Democratici”. Lui stesso è stato sul posto martedì mattina discutendo animatamente prima con la ditta e poi con i carabinieri forestali, sulle modalità e l'opportunità dell'intera operazione di abbattimento, a partire dalla diffida della Lipu di Foggia che chiedeva la sospensione dei lavori per tutelare i nidi.

     Niente da fare, il rullo compressore giustificato dai finanziamenti di 100 mila euro, non si è fermato davanti a nulla. La Forestale semplicemente ha spedito sul cestello della ditta un agente in altezza per controllare se su un albero c'erano nidi e poi hanno dato disco verde all'abbattimento.

   “Niente nidi e niente sospensione”: questo il verdetto, a verbale. Sul posto erano presenti anche diversi agenti della Polizia Municipale che hanno fatto sì che, oltre ai residenti, l'incrocio in fondo a via Giovanni XXIII, fosse decisamente affollato.

  Però le obiezioni sulla sicurezza del cantiere, fatte rilevare da un avvocato a cui sono subito stati chiesti i documenti, hanno pesato. E infatti dopo il taglio delle siepi di martedì, il cantiere è ripartito in grande stile oggi.

   Un piccolo presidio di chiarezza e legalità insomma è stato messo. Ma tutto in un contesto opaco per quanto riguarda necessità reali e mezzi usati. Per essere chiari. La riqualificazione del parcheggio e dell' area era necessaria al prezzo dell'abbattimento di tutti gli alberi solo perchè si dovevano spendere 100 mila euro? Perchè non si sono state risistemate i cordoli di cemento fuori posto delle aiuole in questi ultimi anni? Magari togliendo solo gli alberi pericolanti?

Il tutto, si badi bene, in un'area destinata a parcheggio e mercato, non su una via di transito. E per una spesa infinitamente inferiore.

  E dire che la ditta De Grecis nel mondo del vivaismo e della floricoltura è un gioiello pugliese che l'Europa ci invidia. Il nonno, conte Antonio De Grecis, fu per così dire il creatore della macchia mediterranea perchè riportò nelle dimore più signorili il gusto delle piante spontanee della flora pugliese, con essenze che riportavano l'elegnza dei giardini all'italiana anche in contesti dove la mancanza d'acqua era un problema. Una famiglia da sempre attiva, anche con i figli Fiuseppe Luigi, al vetice della vita economica e sociale di Bari e della Puglia, con cariche del massimo livello in Confindustria. Persino la riapertura della dimora storica di famiglia divenne un simbolo di recupero della storia architettonica della nostra città, con un'inaugurazione, nel 2013, che fece faville.

10 giugno 2020