17/08/2018| 1722 articoli presenti
 

Sanità a Vieste
danno e beffa
Il direttore Asl
"Infermieri dimezzati?
Assistenza migliore"

Sanità a Vieste
danno e beffa
Il direttore Asl

  VIESTE  -- Il direttore dell'Asl di Foggia dopo due giorni di silenzio dopo la denuncia per la paralisi annunciata nella sanità viestana torna alla carica e annuncia il potenziamento delle prestazioni.
  Come? Non si sa. Ma se la logica è quella della nota diffusa oggi da alcuni organi di stampa c'è da mettersi le mani nei capelli. Il dottor Piazzolla infatti dice che con 4 infermieri al posto di 8 al Ppit (Punto di Pronto Intervento del Territorio), ci sono più risorse per i pazienti.
  Ma in italiano potenziare non vuol dire aumentare? E tagliando con l'accetta la metà dei dipendenti dell'unica struttura pubblica nel raggio di un'ora e mezza di macchina significa forse incrementare?
  Il gioco degli equivoci deve finire.
  Ma andiamo con ordine.

  "Gli infermieri - scandisce il direttore Asl - non sono assegnati esclusivamente ad un Servizio, ma sono inseriti all’interno della rete dell’Emergenza Urgenza per cui, all’occorrenza e in situazioni di stand by, possono supportare anche un’altra Unità operativa".
   Al netto dell'inglese e del linguaggio burocratico il dottor Piazzolla dice pubblicamente quello che va ripetendo al telefono da giorni. E cioè che gli infermieri che stanno a disposizione del 118 al Pronto Soccorso di Vieste (così vogliamo continuare a chiamarlo, per parlarci chiaro) quando sono a braccia conserte perchè devono correre su un'urgenza possono dare una mano ai colleghi.

  Bene, verrebbe da dire, se però la sua affermazione altisonante fosse sorretta da una decisione ufficiale. Ovvero di una nota di servizio, che può essere fatta solo dallo stesso Piazzolla.
  E da nessun altro.
  Infatti gli operatori in forza al 118 dipendono da Sanità Service, società collegata alla sanità regionale. Nessuno di loro ha voglia di rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio quando deve staccare da un servizio per passare all'altro.
  Chi pagherebbe in caso di ritardato intervento del 118 perchè l'infermiere di turno è impegnato ad assistere i pazienti?
  Il dottor Piazzolla nega l'evidenza.. Ovvero: di fronte a una richiesta di un medico del Ppit (Pronto Soccorso, mannaggia!) di dare una mano agli infermieri del 118 questi alzano le mani perchè il medico non ha nessunissimo potere di obbligarli.
  Chiaro? E' banalo essere così didascalici ma è necessario, visto il livello di dialogo per slogan.

   "A Vieste - continua il responsabile Asl - mai come negli ultimi anni, sono operativi, in turno contemporaneamente, tra i vari Servizi, quasi sempre sei medici. Nei mesi di giugno-settembre, inoltre, già da qualche anno sono attivi una seconda eliambulanza medicalizzata, con relativa equipe per l’emergenza urgenza, la guardia medica turistica H 24 e il servizio di Continuità Assistenziale. Nel recente passato, è bene ricordarlo, l’Emergenza Urgenza era affidata, invece, al solo medico del PPI e ad una sola postazione 118".

  Questo è vero sulla carta. Come mai il dott. Piazzolla non cita il trasferimento di autorità, provvisorio ma in piena estate, di uno dei sei medici a Cerignola da tre giorni a questa parte?

  Ieri ci ci è stato inoltre riferito che per 12 ore è mancato in turno un medico per il 118. Il dott. Piazzola, puntuale e attento come sa esserlo, può gentilmente verificare ciò che hanno verificato e disposto i suoi più stretti collaboratori sotto la sua personale vigilanza?

  "Il PPIT di Vieste - sottolinea ancora il dott. Piazzolla -  dopo la sperimentazione dello scorso anno, è stato nuovamente fornito, per sei mesi, di un emogasanalizzatore, di un sistema analitico per dosaggio markers cardiaci e un contaglobuli. Si tratta di apparecchiature da laboratorio utili soprattutto la notte, ad integrazione dell’attività del Laboratorio di Analisi".

  Qui però casca l'asino. Il direttore Asl per favore può mettere nero su bianco quante volte sono stati usati questi strumenti che quasi nessuno ha visto integralmente in opera?

  In caso di casi gravi i pazienti vengono imbarcati sull'elicottero. E negli altri per quale patologie servono queste apparecchiature che restano in un angolo dell'edificio che ospita il PPIT?

  "Lo spostamento - conclude Piazzolla - di alcuni infermieri dal PPIT alla seconda postazione medicalizzata è stata una decisione necessaria, ma provvisoria, in attesa che si concludano le procedure di arruolamento e assegnazione di autisti soccorritori e personale infermieristico".

    Bene, questo è un ragionamento molto serio.

   Ci sono procedure di reclutamento in atto, in piena estate per i tempi burocratici e di autorizzazioni ministeriali e di problemi di bilancio, e quindi bisogna stringere la cinghia per adeguare i parametri di assistenza alle leggi nazionali.

   Allora può illustrare anche ai comuni cittadini, e non solo ai sindaci del Gargano, come già ha fatto il 7 maggio scorso, il "cronoprogramma" del potenziamento anche per quello che riguarda Vieste?

  Quando potremo conoscere quali esami diagnostici, ad esempio, potremo fare a Vieste, anche periodicamente, anzichè andare al solito ospedale di S.Giovanni Rotondo con un viaggio di 200 km tra andata e ritorno?

  E' gradita una cortese risposta.


13 luglio 2018