15/12/2017| 1660 articoli presenti
 

Gargano, scoperte
armerie e covi
3 fucili, 2 bombe
e 5 pistole trovate
da Cc e Baschi Rossi

Gargano, scoperte
armerie e covi
3 fucili, 2 bombe
e 5 pistole trovate
da Cc e Baschi Rossi

  VIESTE  -- In una sola settimana, il lavoro dei soli carabinieri sostenuti dai Cacciatori di Calabria (i cosiddetti Baschi Rossi dal colore del basco) e dal battaglione mobile Puglia, hanno prodotto in tutto il Gargano il ritrovamento di 3 fucili a canne mozze con cartucce a pallettoni, 5 pistole e due bombe, oltre 2 chili di cocaina e quasi 3 di marijuana e hashish.
    Per completare il quadro dell'arsenale a disposizione della mafia garganica, tra Vieste e S.Marco in Lamis, vanno aggiunte targhe contraffatte, divise da carabiniere ovviamente confezionate di nascosto, coltelli, pettorine per le forze dell'ordine, una paletta per fermare la auto con i distintivi dei vigili urbani, un visore notturno, proiettili oggetti vari per il travisamento, dai passamontagna ai guanti.

   Tutto questo nella settimana di Ferragosto, quando il caos di mezzo milione di persone tra Rodi, Peschici e Vieste andava su e giù per spiagge e locali per tutto il giorno, mettendo a dura prova i servizi delle forze dell'ordine. Dunque basta mettere in fila gli scarni numeri forniti dalle operazioni di servizio  dei carabinieri (ai quali andrebbero affiancati quelli di Polizia e Finanza) per avere un'idea del lavoro che aspetta i 192 uomini spediti di corsa dal ministro Minniti per abbassare il livello criminale in Gargano.

  La goccia, sia detto con il massimo rispetto possibile per le vittime innocenti, che ha fatto traboccare un grande vaso già pieno di sangue è stata la strage di S. Marco in lamis dove, per chiudere gli occhi a due testimoni che non c'entravano nulla, i killer non hanno esitato a inseguire e a uccidere due agricoltori.

   Due i fatti sottotraccia che però saltano agli occhi.
  In tutti i casi meno uno si trattava di armi perfettamente funzionanti e con centinaia di proiettili a disposizione ma con la matricola abrasa: una prova in più, se ce ne fosse bisogno, della potenza di fuoco della santabarbara a disposizione della mafia garganica. Certo, quello che è stato trovato è una goccia nel mare, ma da le dimensioni di quanta parte del territorio di casa nostra sia fuori dal controllo dello Stato. E per quanti decenni lo sia stato tanto da diventare una repubblica autonoma, con sue leggi, confini, regole ed economia in grado di condizionare tutto e tutti.

   Secondo, la catena delle complicità. Tranne che in un caso tutte le armi erano nascoste vicino alle abitazioni degli arrestati, pronte all'uso ma pronte anche a essere rinnegate in caso di ritrovamento. Già immaginiamo le deposizioni: "Ma che c'entriamo con quella roba che era fuori da casa e in un terreno che non era neppure mio?"

   Ad ogni buon conto Vieste è in cima alla classifica delle operazioni. Cinque giorni fa è stato arrestato Bartolomeo Pio Notarangelo, 29 anni, dell'omonimo clan, nella sua masseria a Paradiso Selvaggio. A poca distanza, in un terreno di sua pertinenza, un fucile calibro 12 con matricola abrasa. Era pronto all'uso. E quattro giorni prima per lo stesso motivo era finito in carcere Girolamo Perna, 26 anni, già pregiudicato, che aveva nascosto arma e munizioni dietro un tramezzo.

  Il resto dell'armeria garganica (a cui andrebbero aggiunti i mezzi di trasporto viste le targhe contraffatte) è stat recuperata tra Lesina, Torremaggiore e S.Marco in Lamis. In quest'ultima località Giuseppe Gravina, 33 anni, aveva a disposizione una Smith & Wesson a tamburo, un fucile calibro 12 a pallettoni con l'impugnatora accorciata per essere usata come una pistola nel tiro a breve distanza più un visore notturno a infrarossi.

      Dal canto loro i clan colpiti hanno mandato un loro messaggio, intensificando gli incendi. Ieri e l'altro ieri due incendi tra  S.Tecla e Pugnochiuso, giusto per mandare un messaggio anche ai big dell'economia italiana, Marcegaglia ed Eni, che sono i prorietari di quelle terre lì vicino.
  Per i Cacciatori di Calabria e di Sardegna, oltre che per i reparti speciali di Finanza e Polizia, si preannuncia un fine estate ancora più caldo.

22 agosto 2017