23/11/2017| 1659 articoli presenti
 

Vieste, arrestato
Francesco Tantimonaco
custode di S.Felice
"approdo di natanti
carichi di droga"

Vieste, arrestato
Francesco Tantimonaco
custode di S.Felice

VIESTE – Un’altra picconata alla strategia del silenzio arriva da Bari, a conclusione di un’indagine che ha portato dietro le sbarre 13 persone. Tra loro il viestano Francesco Tantimonaco.

  Per gli inquirenti anche lui è implicato nella rete che aveva nelle baie del Gargano i porti naturali per lo sbarco di droga. E Baia di S.Felice, sempre secondo le prove delle indagini, era uno degli approdi preferiti per le imbarcazioni che arrivavano dall’Albania cariche di  stupefacenti di ogni tipo.

  "Le mafie di Capitanata rischiano di distruggere l'economia di una delle località balneari più belle d'Italia, Vieste". Lo ha detto il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, nella conferenza stampa sull'operazione della Squadra Mobile di Foggia e del Commissariato di Manfredonia 'Coast to coast' che ha portato all'arresto di 13 persone accusate di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al traffico di droga.

  Agli atti dell'indagine, coordinata dai Pm della Dda di Bari Lidia Giorgio e Giuseppe Gatti con la collaborazione dei sostituti della Procura di Foggia Rossella Pensa e Ileana Ramundo, c'è infatti anche una spiaggia di Vieste, la Baia di San Felice, utilizzata dal gruppo criminale per far sbarcare i natanti con i carichi di droga provenienti dall'Albania.  L'inchiesta, avviata nel 2014 dopo il sequestro di 1.080 chili di marijuana (oltre 5 milioni di dosi da strada) e due arresti, ha consentito di attribuire il ruolo di vertice dell'organizzazione al pregiudicato Libero Frattaruolo, di Manfredonia, già condannato per mafia e ritenuto figura apicale del clan Libergolis.

I destinatari della misura cautelare, sette in carcere e sei agli arresti domiciliari, sono residenti a Manfredonia, Cerignola, Monte Sant'Angelo, San Severo e Barletta. "È un ulteriore segnale - secondo il questore di Foggia, Piernicola Silvis - che esistono soggetti che fanno da cerniera, in grado di unire le tre mafie: garganica, cerignolana e foggiana".
   Accanto a Libero Frattaruolo, sono ritenuti presunti capi dell'organizzazione criminale suo fratello Antonio, Gaetano De Vivo e Pasquale Maria, oltre al noto trafficante albanese Roland Lame con suo figlio Fabio. Tra gli arrestati ci sono anche il custode della spiaggia di Vieste considerata approdo dello stupefacente, Francesco Tantimonaco, al quale sono stati concessi i domiciliari, e un carrozziere di Manfredonia, Giuseppe Grieco, condotto in carcere, ritenuto dagli inquirenti il referente dell'organizzazione per le riparazioni dei motori dei natanti usati per il trasporto della droga.
   "Questa operazione - ha detto il procuratore Volpe - dimostra ancora una volta l'intenso narcotraffico dall'Albania alle coste pugliesi. Lungo le coste delle tre province del distretto, Bari, Bat e Foggia, sono state sequestrate negli ultimi due anni circa 12 tonnellate di droga e riteniamo che molti carichi siano sfuggiti ai controlli".

   La scelta di Vieste, poi, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, è il sintomo di un "tentativo di infiltrazione della mafia in tutte le attività del territorio, da quelle lecite del turismo a quelle illecite del traffico di stupefacenti". Dalla magistratura, infine, l'appello ai cittadini "a collaborare, denunciando, per salvare l'economia di un intero territorio come quello del Gargano".

 E’ possibile che ci sia il vertice dell’Antimafia a chiedere di salvare il Gargano dalle mafie mentre il consiglio comunale tace?