18/09/2019| 1746 articoli presenti
 

Il Gargano del turismo senz'acqua?
Tremano villaggi e alberghi: il Molise
reclama metà della diga di Occhitto

Il Gargano del turismo senz'acqua?
Tremano villaggi e alberghi: il Molise
reclama metà della diga di Occhitto

VIESTE  -  A Vieste la parola d'ordine è una sola, ignorare il problema. Eppure le prima telefonate dal nostro paese e dagli altri comuni del Gargano sono arrivate sul tavolo di Emiliano a Bari: non gli hanno neppure dato il tempo d'insediarsi che subito sono cominciate a fioccare le richieste.

  Di cosa parliamo? Dell'oro bianco, quell'acqua abbondante e di ottima qualità che disseta il Gargano ed è il motore dell'economia turistica.

  Chi ha più di 45anni ricorda come sino a una trentina di anni fa l'acqua uscisse dai rubinetti poche ore al giorno e con una lentezza esasperante. Poi arrivò la nuova era e l'acqua, grazie al gigantesco invaso realizzato tra Molise e Puglia, arrivò a tutti, in ogni campeggio, casa, albergo e resort anche sulle colline più sperdute.

  Bene, da tre giorni tutto potrebbe tornare in discussione.
  Il Molise chiede alla Puglia il 50% per cento delle risorse idriche dell'invaso di Occhito, iniziato negli anni Sessanta a cavallo tra le province di Campobasso e Foggia.

  La diga, alimentata dal fiume Fortore, ha una lunghezza di circa 10 km e può contenere circa 182 milioni di metri cubi di acqua che servono alle campagne e ai comuni della Capitanata. 

  In una lettera spedita al neo presidente Michele Emiliano, la regione Molise sollecita una soluzione per "l'annosa vicenda che riguarda la mancata ottemperanza dell'accordo sulla regolazione delle acque del sistema Fortore". "A 37 anni dalla stipula del primo protocollo - ha sottolineato il consigliere regionale delegato alla materia, Salvatore Ciocca - il Molise non ha mai usufruito dell'acqua, sebbene la metà dell'invaso ricada nel proprio territorio. E' ora - ha aggiunto - che la questione venga risolta".

  E adesso che faranno i molisani, chiuderanno i rubinetti? Molto probabile che battano cassa per alzare il prezzo, reclamando una fetta dei profitti idrici. Emiliano del resto non si è comportato da struzzo neppure in campagna elettorale e ha più volte detto che l'accordo nuovo andrà fatto sulla base di una cornice nazionale visto che il problem dello sfruttamento di sorgenti al di fuori delle zone originarie riguarda tutta Italia.

28 giugno 2015