18/06/2019| 1739 articoli presenti
 

Puglia, Michele Emiliano presidente
Attesa per il futuro e qualche speranza
M5S secondo partito a Vieste: e ora?

Puglia, Michele Emiliano presidente 
Attesa per il futuro e qualche speranza
M5S secondo partito a Vieste: e ora?

VIESTE - Ve lo ricordate quel barese gigantesco e con la barba, che ironizzava sui suoi concittadini troppo chiassosi e armati di tiella e cozze a ogni pic nic? 
  Bene, chi lo ha conosciuto a Vieste durante l'edizione estiva di "Giornate Democratiche" promosse dal Pd si sarà fatto un'idea personale del futuro presidente della Puglia.

  Come previsto Michele Emiliano ha stravinto con percentuali record in Puglia, ottenendo il il 47 e rotti per cento dei voti.
  Con sano realismo ha confermato lo stile che lo ha reso popolare a Bari e in tutta la Puglia: "Festeggiare? Cosa c'è da festeggiare? - ha risposto ai cronisti - Ora c'è da lavorare più di prima. E meglio. Chi non è entrato in consiglio deve essere sempre più presente sul territorio, farsi trovare al telefono e soprattutto dare risposte concrete".
  Bravo, ben detto. Vedremo subito come la metterà con gli imprensentabili, gli alleati dell'ultimora e i furbetti che per tempo sono saliti sul suo carro, a cominciare da Vieste e dal Gargano dove la potente lobby P, A& C (Palazzinari, Albergatori e compari) gli ha già chiesto tutto il chiedibile, dall'aeroporto all'autostrada.

   Torniamo alle cose di casa nostra. 
   La sorpresa annunciata è stata quella, in un contesto dove non ha votato neppure un viestano su due, dell'affermazione del M5S che diventa il secondo partito, premiando l'attivismo con i vip del movimento da parte dell'avvocatessa Bevilacqua. I 1034 voti andati alla Laricchia capolista appena sopra ai 1008 della Poli Bortone che si è fermata  a 1008.
  Stesse percentuali in Puglia: il M5S arriva al 18,4 mentre Schittulli, protagonista dell'alleanza con il ribelle Fitto, arriva al 18,3.

   Vieste si allinea dunque al resto della Regione. Anzi, non in tutto. Da noi è stato più marcato l'assenteismo, con è diventato come ovinque una rivolta anti-casta che va oltre Grillo e i grilli parlanti. Se uno su due non vota, e se tra chi va a votare la percentuale di chi si prende la briga di inserire una scheda bianca o nulla arriva a percentuali vicine a quelle del primo partito della coalizione vittoriosa, ebbene allora si tratta di trarre le conclusioni.
  E bene ha fatto Emiliano a evitare trionfalismi. La prima cosa da fare è meritare l'attenzione, se questo ha voluto dire, di chi in buona fede si è stancto della solita minestra. Cioè della solita licenza di impunità che caratterizza troppi impuniti, a Vieste come a Bori come a Lecce.
   E se nel centrodestra brindano a Vieste i belusconiani fedelissimi, Spina e Clemente in primis, possono prepararsi alle barricate anche chi si ribella ai diktat di un Berlu sempre più sfiatato. 
  Da qui a un anno ne vedremo delle belle.

  1 giugno 2015