17/08/2018| 1722 articoli presenti
 

Sventola
l'orgoglio croato
a Vieste, bandiera
all'entrata
del paese

Sventola 
l'orgoglio croato
a Vieste, bandiera
all'entrata
del paese

    VIESTE – La bandiera della Croazia sventola orgogliosamente sul balcone all'entrata di Vieste. E' questo il biglietto da visita che offre simpaticamente il nostro paese grazie a un tifoso della squadra che ai Mondiali di calcio in Russia ha sovvertito i pronostici finendo per attirare le simpatie di tanti tifosi rimasti senza squadra, come gli italiani ad esempio.

     Ma che si tratti di nazionalismo sportivo, e la Croazia ne ha da vendere come hanno dimostrato gli undici giocatori che hanno guadagnato la finale con durissimi scontri ai supplementari, o di un tifoso che non ha le sue radici nei confini del giovane Stato rinato sulle ceneri dell'ex Yugoslavia, è certo che il vessillo che si muove al vento dal balcone di fronte alla chiesetta della Pietà, all'uscita di Vieste sulla strada del cimitero, è comunque un segnale che ci ricorda l'alto numero di stranieri che vivono nel nostro territorio e che reclamano un'attenzione costante. Poi, certo, i croati sono una piccola avanguardia numerica rispetto agli altri arrivati dall'Est e ci ricordano di quanto i contatti tra le due sponde siano stati ricchi e e articolati nonostante i conflitti che hanno insanguinato l'Adriatico.

    Per parlare di tempi a noi vicini a Zara, città sul litorale opposto in Dalmazia da cui proviene il capitano Luka Mandric, con un'infanzia difficile in terre dilaniate dalla guerra, ha ospitato una fiorente comunità di viestani tra le due guerre che hanno trovato e creato lavoro tra la pesca, il commercio e le attività artigianali quando la città era abitata per la quasi totalità da italiani ed era il capoluogo di provincia con cui confinava Vieste.

    Sulla direttrice tra Tremiti e la dirimpettaia costa di Dalmazia che oggi è croata, le due isolette di Pianosa e Pelagrosa (oggi in craoato Pelagruza) segnavano il confine marittimo tra la provincia di Foggia e quella di Zara. Le vicende seguite alla seconda guerra mondiale hanno arretrato di parecchie miglia il confine italiano ma l'affetto nei confronti di Zara è rimasto molto forte, anche tra gli ultimissimi viestani oggi in vita che hanno trascorso gli anni della fanciullezza nella città dall'altra parte dell'Adriatico.

Ci piace pensare che il tifo viestano per i croati, senza nulla togliere a quello per i francesi che hanno intonato la Marsigliese nei villaggi turistici dove sono in vacanza in questi giorni, nasca da quelle remote radici comuni. Per il resto la passione del calcio, si sa, scavalca le frontiere.

Onore e merito quindi ai cugini francesi, vittoriosi con uno squillante 4-2 che non lascia spazio agli equivoci, e tanto di cappello alla squadra guidata dall'allenatore Zlatko Dalic e con lo zaratino Modric. In fondo sono vicecampioni del mondo.

16 luglio 2018