24/09/2017| 1649 articoli presenti
 

Il Giro d'Italia
è passato
a Vieste
tra due ali
di folla in paese

Il Giro d'Italia
è passato
a Vieste
tra due ali
di folla in paese

VIESTE - Non è stata la tappa delle sorprese ma Vieste ha fatto comunque una bella figura. Una grande cornice di folla, tanto rosa per accompagnare i corridori, e persino qualche negozio addobbato a tema, con una bicicletta in vetrina. Infine due cose che hanno fatto piacere e sono stati notati anche nel resto d'Italia: gli applausi anche fuori dal paese con i tifosi e gli appassionati che si sono spinto sino a Merino per sventolare le bandiere e un colossale "Benvenuto al Giro d'Italia" scritto sulla sabbia in fondo alla spiaggia del Castello.

  Per l'edizione del centenario, il Giro ha trovato ha Vieste un buon passaggio di tappa che ha fatto dimenticare le brutte pagine dell'85 e del 2000 quando le amministrazioni dell'epoca promisero e non mantennero gli impegni finanziari presi con Rai e Giro. Vogliamo pensare che questa volta non sarà così, anche perchè i quasi 500 mila euro spesi per rifare l'asfalto sui due lungomari meriterebbero una buona ricaduta per la stagione turistica imminente.
  Per la parte sportiva poco da dire, sarete già sommersi di dati, notizie e commenti. Da parte nostra possiamo solo dire che, giusto per ragioni di tifo tricolore e senza nulla togliere ai meriti e al valore del vincitore spagnolo, ci dispiace molto della caduta quasi al traguardo di Peschici del nostro Conti.
  Per il resto da elogiare sono i viestani tutti, quelli che hanno tirato a lucido case e strade e si sono attivati per l'occasione.

  Non è un caso che l'accorta diplomazia di Emiliano abbia portato la Regione Puglia a sedersi al tavolo degli  organizzatori offrendo un'accoglienza degna di questo nome nelle due principali perle turistiche regionali, la Valle d'Itria ai confini del Salento e il Gargano.
  Le riprese dall'elicottero della rai hanno restituito, a parte il cemento attorno a Vieste e sulla costa, l'immagine di un territorio che vale la pena di conoscere.
   Di questo tenore le parole dei commentatori della rai che hanno elogiato anche la parte tecnica della gara, con i saliscendi e le pendenze sino al 12% nei punti più alti del percorso.
  Non a casa la tappa da Molfetta a Peschici è stata definita la prima tappa alpina del Giro per le difficoltà offerte ai ciclisti e per le tappe volanti in discesa. Queste ultime sono innovazioni di quest'anno, poco gradite dai corridori per il pericolo che comportano, ma questa volta, a parte quattro cadute e uscite di
strada, non ci sono stati feriti.
  Ci sentiamo domani per gli altri commenti.

13 maggio 2016