15/12/2017| 1660 articoli presenti
 

Salvatore Torre
scala il Cervino
Il primo viestano
sul tetto delle Alpi
Ascensione
e ritorno in 12 ore

Salvatore Torre
scala il Cervino
Il primo viestano
sul tetto delle Alpi
Ascensione
e ritorno in 12 ore

VIESTE - A 35 anni scala il Monte Cervino e mette la sua bandierina di viestano Doc sulla cima più affascinante delle Alpi. In tutto 4.478 metri tutti d'un fiato assieme a una esperta guida alpina.

  Protagonista dell'avventura il viestano Salvatore Torre, figlio di un maestro nazionale di karate ben noto  a Vieste e di Mariella Vergura, pure lei nota per la scuola di danza. 

   Salvatore però ha scelto una strada diversa per il suo quarto d'ora di notorietà anche perchè chi lo conosce bene sa che per lui lo sport, l'attività fisica è la base della sua giornata. Ha cominciato a gareggiare nel Karate sin da quando era ragazzo, vincendo un mucchio di gare e poi è passato ad altro. Il confronto con il genitore gli stava stretto ma la preparazione fisica e l'educazione alla palestra e agli sforzi progressivi gli sono entrati nel sangue.

  Così sono cominciate le sfide con sè stesso, con il mare visto che è un surfer, sempre a Vieste. E poi lo snowbord e l'alpinismo. E a un certo punto ha cominciato a frequentare le montagne sino a concepire una sfida impegnativa ma alla sua portata, quella del Cervino, dal versante svizzero. Una passeggiata, secondo i samurai delle vette che sono abituati a farla di corsa visto che è tutta percorribile. Ma sono spacconate da rifugio, quelle che si raccontano attorno ai brindisi di vin brulè prima di andare in branda. La realtà del Cervino è molto diversa e lo sanno bene quelli che ne sono rimasti vittime.

  La prima scalata è stata effettuata nel 14 luglio del 1865 da sei escursionisti: quattro di loro morirono e da allora la macabra contabilità delle vittime del Cervino è di circa 600 alpinisti precipitati o assiderati mentre tentavano di raggiungere la vetta.

Salvatore Torre è partito per la sua ascensione il 9 settembre alle 12 da Zermatt per raggiungere il rifugio Hornilhutte dopo quasi cinque ore di marcia. Da lì, a 3.260 metri di altitudine ai piedi della scalata, è cominciata l'avventura vera e propria con la guida Walter Rossini.

 Il mattino successivo alle ore 4.30 in condizioni secche e soleggiate e senza ghiaccio la scalata deve essere effettuata tutta tra le 8 e le 10 ore circa. Parte presto dunque, con la lampadina sul casco. Prima tappa Solvayhutte, bivacco alpino situato nel mezzo del Cervino a quota 4.003 metri; sono le 9 del mattino, il vento soffia a 10 km all'ora: per un viestano cosa vuoi che sia?

    Salvatore si prepara ad affrontare la seconda parte della scalata l'ultima, la più dura. Quella che non perdona. Solo corde fisse e poi scalata su roccia per due ore. Poi ancora un'ora di arrampicata sul ghiaccio con l'uso di ramponi e piccozza.

   Alle ore 11.30 ha raggiunto la vetta, sostando per alcuni minuti a 4.478 metri, in condizioni parzialmente soleggiate ma con vento che superava i 15 km orari e una temperatura di -15 gradi. E' tornato sano e salvo indietro alle ore 16.30.

  Questa singolare impresa regala una grande gioia ai viestani ed in particolare a chi conosce Salvatore Torre e agli allievi della Palestra Kensho - Vieste Shotokan Karate do.